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Microsoft è libera dai controlli antitrust

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La data del 12 maggio verrà ricordata da Microsoft per la fine di una lunga e costosa “guerra legale” contro l’autorità antitrust degli Stati Uniti. L’azienda di Redmond, accusata più volte negli anni di concorrenza sleale, è da oggi libera dai vincoli imposti da una sentenza emanata nel 2001.

Tutto è iniziato nel 1998, quando il Dipartimento di Giustizia e 19 Stati americani presentarono una denuncia che si tradusse in una sentenza di colpevolezza nel 2001, con la quale Microsoft fu obbligata a condividere il codice sorgente di alcune API (Application Programming Interface) del sistema operativo.

Nello stesso periodo, l’azienda fu costretta a realizzare una versione di Windows priva di Internet Explorer. Una simile richiesta è stata poi avanzata anche dalla Commissione Europea nel 2003, ma in questo caso il software era Windows Media Player. Nel 2009, infine, l’Unione Europea ha obbligato Microsoft a creare una versione di Windows 7 senza Internet Explorer, in seguito eliminata in favore del famoso “ballot screen” che consentiva agli utenti di scegliere il browser preferito.

Secondo il Dipartimento di Giustizia (DOJ), “Microsoft non rappresenta più un ostacolo alla concorrenza, dato che in tutti questi anni il mercato dei sistemi operativi e dei browser è diventato più competitivo, con la nascita di nuovi servizi di cloud computing che possono minacciare Windows”.

In realtà non sembra proprio così: Windows continua a dominare il settore desktop, nonostante la presenza sul mercato dei rivali Apple e Linux. Ma forse, quella del DOJ, è una previsione per il futuro.

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