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Perché HP ha reso open source webOS? I retroscena

HP voleva vendere webOS allo stesso prezzo d'acquisto. Il fallimento delle trattative ha portato alla strategia open source.

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HP ha tentato di vendere Palm per 1,2 miliardi di dollari nel corso della seconda parte del 2011: lo stesso prezzo dell’acquisto effettuato lo scorso anno. È la clamorosa indiscrezione lanciata da VentureBeat che cita una fonte la quale sarebbe venuta a conoscenza delle trattative fallite da parte di HP nel tentativo di vendere Palm visto l’infruttuoso insuccesso di webOS.

HP, racconta la fonte, era praticamente “disperata” e ha tentato in tutto i modi di liberarsi di Palm senza perdere nulla rispetto quanto speso un anno prima. Naturalmente però il valore di mercato della divisione è crollato letteralmente nel corso dei mesi, tanto da scendere al di sotto dei 500 milioni di dollari. Ne consegue che quando HP voleva sedersi su un tavolo con aziende come Amazon, Samsung, Facebook, Intel e altre ancora, per risposta ha ricevuto un “No, grazie!” se non una tacita sonora risata.

Il fallimento di questi tentativi ha dunque spinto HP a cambiare tattica e scegliere la strategia che si è poi concretizzata: rendere webOS open source. Ora, difficile affermare che il prezzo elevato fosse solo una mossa che sottolineasse la non troppa convinta voglia di vendere Palm, anche perché in caso contrario in HP dovrebbero rivedere seriamente le proprie tattiche di negoziazione. a ogni modo, un portavoce dell’azienda si è rifiutato di commentare la vicenda.

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