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Mark Zuckerberg: Facebook contro SOPA, ma non mancano le critiche

Anche il fondatore di Facebook contro la legge SOPA, ma con calcolato ritardo rispetto agli altri. Vi spieghiamo perché.

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Toh, chi si rivede. Il giorno dopo la protesta del Web contro il disegno di legge antipirateria, anche Mark Zuckerberg ha voluto dire la sua, opponendosi ufficialmente contro SOPA e qualunque legge che possa danneggiare Internet. Una presa di posizione importante, ma arrivata con calcolato ritardo.

La ragione è presto detta: i social network non sono vittime predestinate della SOPA. Il loro valore aggiunto eccezionale risiede nel fatto che si basano sulla condivisione dei contenuti, non sulla loro creazione. Inoltre, per Zuckerberg la modalità di protesta – che ha portato al blocco di alcuni siti o al loro “lutto” – non poteva essere accolta da chi ha sempre messo al vertice delle leggi di Facebook il fatto che il sito non debba mai andare offline.

Questa politica always online è quindi risultata superiore alle ragioni della protesta contro una legge che ritiene comunque ingiusta. Tuttavia, quando il giovane genio uscito da Harvard a 19 anni per creare un impero ha deciso di parlare, l’ha fatto senza mezzi termini. Con un post sulla sua pagina Facebook:

zuckerberg-sopa

«Internet è lo strumento più potente che abbiamo per creare un mondo più aperto e connesso. Non possiamo permettere che leggi pensate male segnino il progresso di Internet. Facebook si oppone a SOPA e PIPA e continueremo a opporci a qualsiasi legge che possa danneggiare Internet.

Il mondo necessita di leader politici che siano pro-Internet. Abbiamo lavorato con molte persone per mesi a una migliore alternativa all’attuale proposta. Vi incoraggio ad approfondire il problema e a dire al vostro rappresentante al Congresso che voi siete pro-Internet.»

Al messaggio Zuckerberg tiene a tal punto che, incredibilmente, l’ha ripetuto con un tweet, il primo tweet realmente scritto da lui dal 2009.

Lo spostamento a febbraio del dibattito sulla legge anti-pirateria in effetti sembra dargli ragione, forse non era necessaria un’automutilazione del Web 2.0 contro la SOPA, ma nella blogosfera non manca chi (basta leggere i commenti al suo post) lo critica per questo ritardo, giustificato dal fatto che, in questo momento, lui può permettersi di osservare la battaglia dalla collina.

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