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Boom eBook piratati in Italia

L'Associazione Italiana Editori denuncia il calo di vendite nel mercato degli eBook, causato dai fenomeni di pirateria informatica sempre più diffusi.

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Il mercato degli eBook, appena nato, rischia già di essere compromesso dalla pirateria informatica. Pare infatti che gli scaricatori incalliti abbiano preso di mira il settore dell’editoria digitale, che fino a qualche settimana fa era stato definito “in rampa di lancio” dall’Associazione Italiana Editori.

Ed è proprio l’AIE a denunciare la difficoltà degli ebook nel divenire un prodotto di massa. Dai dati forniti emerge che solo in Italia su 19 mila libri, circa 15 mila sono disponibili al download in versione pirata. Ma non è tutto: pare che dei 25 titoli più venduti la scorsa settimana, 19 sono contraffatti. Evviva il diritto d’autore, quindi.

Proprio adesso che il mercato degli eBook dovrebbe essere in crescita, vista la disponibilità ampliata del settore per dispositivi portatili, come Kindle e iPad, la pirateria ha deciso di tagliare le gambe a un astro nascente. Un campo difficile quello della vendita dei prodotti digitali, soprattutto se questi si trovano gratuiti in versione taroccata.

Renato Esposito, responsabile antipirateria dell’AIE, dice che la ragione principale che ha spinto l’associazione a rendere noti questi dati è l’illegalità stessa:

«Abbiamo raggiunto il livello di guardia. Il fenomeno parte da lontano: l’offerta digitale pirata è più antica di quella legale. Siamo passati da metodi primitivi, come la scansione fotografica delle pagine, a forme raffinate, facili da scaricare, con PDF superleggeri».

L’altra ragione riguarda l’abrogazione dell’art.18 dell’emendamento presentato da Gianni Fava, che prevedeva la rimozione dei contenuti digitali pirata da parte di qualunque soggetto interessato, e non più su ordine della magistratura. Certo, questa parte dell’emendamento avrebbe potuto ledere i diritti dei cittadini e mettere in pericolo l’informazione online, ma gli editori temono che la pirateria non potrà mai essere sconfitta.

L’ultima speranza dell’AIE è riposta nelle sanzioni che dovrebbe fissare l’Agcom contro i ladri di copyright. Ma considerando che il fenomeno illegale non è composto solo dall’utenza del peer to peer, ma anche da multinazionali giustamente accusate di criminalità informatica – ricordiamo il caso di Megaupload – non sarà facile riuscire a ottenere i risultati auspicati, a causa delle lobby.

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