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Intel paga 6,5 milioni e chiude la causa antitrust

Cadono le accuse di concorrenza sleale contro Intel negli Stati Uniti. L'azienda paga solo 6,5 milioni per le spese legali.

Intel HQ

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Intel ha trovato un accordo con la corte di New York per evitare la continuazione di un procedimento legale, nel quale il chipmaker di Santa Clara era stato accusato di concorrenza sleale. La vicenda, risalente a novembre 2009, si è chiusa con il pagamento di 6,5 milioni di dollari come copertura dei costi legali.

Il 3 novembre 2009, Andrew Cuomo, procuratore generale di New York, aveva depositato una causa contro Intel presso il tribunale del Delaware. L’accusa era di violazione delle normative antitrust e concorrenza sleale: Intel avrebbe offerto sussidi economici ad alcuni grandi produttori (Dell, HP e IBM) per convincerli a vendere PC basati sui suoi processori, danneggiando le vendite di AMD.

Intel ha annunciato di aver sottoscritto un accordo con il procuratore generale di New York, per cui l’udienza prevista per il prossimo 14 febbraio non avrà più luogo. In questi anni, Intel ha sempre sostenuto di non aver mai utilizzato pratiche anticoncorrenziali e che le accuse erano basate su prove inconsistenti. Gli sconti offerti ai produttori erano solo una conseguenza della maggiore quantità di processori acquistati.

Secondo il contenuto dell’accordo, Intel non ammette alcuna violazione di legge, né che le accuse contenute nella denuncia siano vere; inoltre, l’azienda non cambierà il modo di fare affari con i produttori. I 6,5 milioni di dollari versati sono destinati esclusivamente a coprire le spese sostenute dal procuratore generale di New York.

Circa due anni fa, la Commissione Europea ha costretto Intel al pagamento di una multa record da 1,06 miliardi di euro per abuso di posizione dominante. L’azienda ha presentato appello contro quella decisione, per cui la questione rimane ancora aperta.

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