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Facebook: più trasparenza nelle segnalazioni

Facebook aggiunge una piattaforma a supporto degli utenti per convidere lo stato delle segnalazioni di abusi.

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Facebook non è certo noto per la trasparenza della sua politica di censura o controllo degli abusi. Brucia ancora lo scoop di Gawker che scoprì una guida sull’eliminazione dei contenuti offensivi che lasciava molte perplessità, così a Menlo Park hanno deciso di creare una piattaforma che garantisca più trasparenza agli utenti che vogliano sapere che fine hanno fatto le loro segnalazioni.

La novità è stata annunciata su Facebook Safety con una nota esplicativa e le prime immagini di questo «Support Dashboard», la cui funzionalità – attesa in questo fine settimana – permette di tenere traccia delle richieste e di fornire un quadro aggiornato del lavoro degli scrutatori del social.

D’altra parte, con 900 milioni di utenti, Facebook non poteva tenere ancora a lungo in riserbo lo stato delle segnalazioni ricevute: esattamente come una qualunque azienda di una certa importanza, la trasparenza è diventata indispensabile per ottenere fiducia, soprattutto dai futuri azionisti, ora che si sta quotando in Borsa.

Una volta che la dashboard apparirà sulla colonna sinistra delle applicazioni in homepage, vi si potrà accedere, e naturalmente ogni volta che si segnalerà un contenuto che si ritenesse offensivo o censurabile per qualche motivo, si aprirà l’apposita finestra. Da tale riferimento la segnalazione diventerà un contenuto storicizzato, monitorabile; si promette persino di dare una spiegazione in caso di eliminazione oppure di salvaguardia di un contenuto. L’utente riceverà notifiche quando il sistema avrà ricevuto la segnalazione di un abuso degli standard della comunità e anche quando questa segnalazione sarà stata presa in esame.

Dashboard Utenti segnalazioni

Un'anteprima della nuova piattaforma sulle segnalazioni di Facebook

L’impresa, come spiegano alcuni commentatori americani, è decisamente colossale. Aggiungere alla trasparenza anche la spiegazione dei propri atti è un obiettivo che aziende con molti meno utenti di Facebook neanche si sognano di fare. Tuttavia, se si considera che un adolescente su tre è vittima di cyberbullismo, si comprende bene come i social network debbano porsi obiettivi differenti.

Se funzionerà, lo si scoprirà molto presto.

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