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La NSA spia tutti i cellulari, quando vuole

Secondo gli ultimi documenti rilasciati da Snowden, la NSA è in grado di controllare ogni cellulare tramite sofisticati modelli. Non esiste protezione.

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Sul Washington Post è stato pubblicato un servizio basato su una nuova rivelazione choc dei documenti forniti di Edward Snowden, questa volta sulle tecniche di sorveglianza dei cellulari. La prestigiosa testata americana ha spiegato dettagliatamente il raffinato metodo col quale la NSA riesce a sorvegliare gli spostamenti degli individui controllando centinaia di milioni di cellulari sparsi per il mondo e catturando 5 miliardi di dati al giorno.

Nel lungo elenco di possibilità concesse all’Agenzia di sicurezza nazionale americana e che costituiscono il Datagate pare dunque ci sia anche il rilevamento con precisione assoluta dello spostamento delle persone. Tutto quello che sembrava fantasia da NCIS o altri serial tv sono nulla rispetto al potere tecnologico di questa sorveglianza, cresciuta come un mostro all’ombra degli atti post-11 settembre fino a dimensioni parossistiche. Nel modello rappresentato dal Post si intuisce che i cittadini sorvegliati sono milioni e nulla hanno a che vedere con sospetti, prove, indizi di colpevolezza: i cellulari sono utilizzati come traccianti per creare mappe attorno a obiettivi strategici, i loro ignari possessori sono definiti co-travelers.

Una versione digitale delle più spietate azioni militari, la logica della raccolta di miliardi e miliardi di dati di privati cittadini (si parla di 27 terabyte) è come quella del bombardamento col napalm: non si sa se nel villaggio c’è un vietcong e dove sia, ma radendo tutto al suolo si colpisce certamente anche lui. I documenti di Snowden mostrano come gli analisti della NSA sono in grado di trovare cellulari in ogni parte del mondo, tornare sui loro movimenti, mappare data, ora, luogo per cercare modelli o momenti significativi di sovrapposizione o intersecazione. Nel video curato sempre dal Washigton Post si vede come il modello adottato calcola velocità e traiettoria di un numero enorme di dispositivi mobili, sovrapponendo i dati elettronici sulle mappe di trasporto per calcolare il tempo di viaggio probabile, passando da un dispositivo all’altro per continuare a spiare ciò che è ritenuto interessante.

Tutto è legale, ma è anche legittimo?

A proposito di questa ennesima rivelazione, la risposta dell’agenzia non si discosta da quelle precedenti: si tratta di big data catturati secondo un’intesa pienamente legale negli Stati Uniti, anzi è più legale di altre, visto che si tratta di metadati e non conversazioni, contenuti individuabili, perciò esulano dall’autorizzazione giudiziaria. Vero in sostanza, ma anche molto ipocrita da parte dell’agenzia, visto che soltanto due mesi fa aveva affermato che il Patriot Act impediva di raccogliere i record telefonici con tutti questi tracking-data presso le compagnie telefoniche. Ora si capisce perché non erano preoccupati: prelevano alla fonte.
E c’è di più. Alla luce di questa tecnologia, il Washington Post si lascia andare a un commento amaro e senza speranza:

Le capacità di tracciamento dei dati di localizzazione da parte dell’NSA sono sconvolgenti, indicano che l’agenzia è in grado di rendere futile gran parte degli sforzi per mettere in sicurezza le proprie comunicazioni.

Questo nuovo tassello dello scandalo alimenta forti perplessità e critiche in tutto il mondo, anche nei giornali americani e nelle organizzazioni non governative. Catherine Crump, avvocato dell’American Civil Liberties Union Speech, ha emanato un comunicato durissimo su questa ultima rivelazione:

È sconcertante che un programma di location-tracking su questa scala possa essere attuato senza alcun dibattito pubblico, soprattutto considerando il numero consistente di americani registrati dal governo nei loro movimenti. I movimenti che ogni giorno percorriamo possono rivelare una quantità straordinaria di informazioni sulle nostre relazioni politiche, professionali e intime. La sorveglianza in rete di centinaia di milioni di telefoni cellulari si fa beffe dell’obbligo internazionale a rispettare la privacy degli stranieri e americani allo stesso modo. Il governo dovrebbe prendere di mira le persone sospettate di illeciti e non assemblare enormi database che per loro stessa natura registrano i movimenti di un numero enorme di persone innocenti.

Fonte: Washington Post • Notizie su: ,