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Auto intelligenti, servono più garanzie

Negli USA arriva dal senatore Ed Markey la richiesta di una nuova normativa sulla gestione dei dati sulla guida raccolti e trasmessi dalle automobili.

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Forse è vero che le automobili di oggi hanno più punti in comune con i nostri cellulari che con il caro vecchio Model T Ford: con un nuovo rapporto sulla sempre maggiore complessità tecnologica dei veicoli, a discapito della sicurezza e della privacy del conducente, il senatore Ed Markey (D-Mass.) prosegue negli Stati Uniti la sua campagna di approfondimento e proposta di regolamentazione della nuova realtà.

«I guidatori tendono a fare sempre di più affidamento su queste nuove tecnologie, ma purtroppo le case automobilistiche non hanno fatto la loro parte per proteggerci da attacchi o invasioni nel campo della privacy», fa sapere Markey con un comunicato. «Siamo più connessi alle nostre auto e ai nostri camion, ma i sistemi tecnologici e di sicurezza dei dati rimangono in gran parte non protetti».

Markey aveva già inviato richieste di informazioni, nel novembre del 2013, a venti case automobilistiche, tra cui Ford, Toyota e General Motors, domandando cosa stessero facendo per garantire la tecnologia nei veicoli contro gli hacker e come i dati personali raccolti attraverso la tecnologia vengano gestiti. Gli esperti di sicurezza hanno in effetti da tempo avvertito che i sistemi elettronici delle vetture potrebbero essere vulnerabili ai cracker, ancor di più da quando le case automobilistiche hanno iniziato a scegliere connessioni wireless tra il veicolo e il mondo esterno.

Quasi tutte le auto presenti sul mercato «sono dotate di tecnologie wireless che potrebbero costituire punti vulnerabili per intrusioni nella vita privata», spiega il rapporto di Markey. Le misure di sicurezza per impedire l’accesso remoto ai sistemi elettronici di un’auto sono «inconsistenti e casuali in tutti i modelli» e molti produttori «non sembrano capire» l’importanza delle richieste portate avanti.

Il rapporto presentato al Senato degli Stati Uniti ha anche riscontrato come le auto di oggi siano in grado di raccogliere una notevole quantità di informazioni sullo storico della guida e che i conducenti spesso non possono scegliere che tipo di raccolta dati disabilitare: «La maggior parte delle Case offrono tecnologie che raccolgono in modalità wireless di trasmissione i dati di guida inviandoli ai data center, incluse società terze di raccolta dati, e la maggior parte dei marchi non propone mezzi efficaci per proteggere questi dati», prosegue Markey.

Con la sua relazione il senatore chiede, dunque, alla Nazional Highway Traffic Safety Administration di impostare nuovi standard normativi con un input da parte della Federal Trade Commission. Le norme dovrebbero assicurare funzioni wireless e di raccolta dei dati che proteggano contro hacker e violazioni della sicurezza, richiedendo alle Case automobilistiche di effettuare test specifici e di spiegare esplicitamente ai guidatori quali tipo di dati vengano raccolti e trattati, dandogli la possibilità di scelta sulla privacy.

Dobbiamo lavorare con l’industria e gli esperti di cyber-sicurezza per stabilire chiare regole su come procedere al fine di garantire la privacy degli autisti americani del 21esimo secolo

Fonte: Washington Post • Notizie su: