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BMW: sì ad Apple CarPlay, no ad Android Auto

Il gruppo tedesco conferma l'intenzione di supportare la tecnologia della mela morsicata per l'automobile, ma non quella sviluppata a Mountain View.

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L’evoluzione in chiave connessa della mobilità passerà non solo dallo sviluppo di soluzioni V2V (Vehicle-to-Vehicle) e V2I (Vehicle-to-Infrastructure), ma anche dalla dotazione a bordo di sistemi intelligenti per l’accesso alle informazioni, ai servizi online e alle applicazioni. Non è un caso che siano state proprio le due realtà che oggi monopolizzano di fatto l’universo mobile, ovvero Google e Apple, a guardare per prime con interesse alla creazione di piattaforme evolute destinate alle quattro ruote: CarPlay e Android Auto.

Se ne è parlato tra i padiglioni del Mobile World Congress 2017 di Barcellona. Tra le voci autorevoli intervenute sul tema anche quella di Dieter May (senior vice president for Digital Services and Business Models) di BMW, che ha chiarito la posizione del gruppo tedesco nei confronti dei due sistemi operativi. Il tutto si può riassumere con il titolo di questo articolo: “sì a CarPlay, no ad Android Auto”. Il motivo di una tale scelta è presto spiegato: la tecnologia della mela morsicata, in confronto a quella del colosso di Mountain View, offre ai produttori dei veicoli un maggiore controllo per quanto riguarda l’interfaccia e la gestione dei dati.

In altre parole, May fa riferimento all’eccessiva frammentazione che interessa l’ecosistema del robottino verde, anche nella sua incarnazione destinata all’ambito automotive. Ecco un passaggio significativo dell’intervento, affidato alle pagine di TechCrunch.

Offriamo CarPlay come opzione, ma non Android Auto. Pensiamo che i cambiamenti che interesseranno l’abitacolo delle vetture e l’esperienza offerta agli utenti, ad esempio con la guida autonoma, richiederanno di poter controllare l’interfaccia mostrata. È una parte della brand experience.

BMW ha dunque stabilito come priorità l’esigenza di assicurare un’esperienza di utilizzo del tutto priva di sbavature, anche se questo significa rinunciare al supporto per una piattaforma installata in oltre l’80% degli smartphone in circolazione. Una scelta operata anche in considerazione delle prossime evoluzioni della mobilità, comprese quelle legate alla guida autonoma.

Se sono presenti sei schermi nell’auto, il controllo delle gesture, i comandi vocali e un assistente personale, devi poter esercitare il controllo sull’esperienza fornita. I produttori di massa potranno anche non considerare questo aspetto, ma per chi opera nel segmento premium è imprescindibile.

Fonte: TechCrunch • Immagine: Alexandru Nika / Shutterstock.com • Notizie su: , ,