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La pubblica amministrazione apre agli sviluppatori

A Codemotion il Team Digitale ha presentato Developers Italia, la community di sviluppatori di servizi pubblici: da qui passa l'agenda digitale italiana.

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Codice sorgente, aree di discussione, un nuovo sistema di gestione della documentazione, insomma il paradiso dei coder. Oggi è stata presentata una piattaforma per sviluppatori molto particolari, però: quelli che realizzano servizi online per la pubblica amministrazione. Developers Italia è una creazione del Team Digitale e dell’Agid, nata per ospitare tutti i principali progetti tecnologici del Paese.

Il Team per la Trasformazione Digitale ha presentato tempo fa la sua strategia per un sistema operativo-Paese, obiettivo possibile soltanto con iniziative bottom up, non imposte soltanto per legge, utili ai cittadini, moderne, facili da integrare per gli sviluppatori. Per questo compito, demandato in particolare a due membri del team, Simone Piunno, Chief Technology Officer, e Giovanni Bajo, Relazioni con gli sviluppatori, si è lavorato a una piattaforma: developers.italia.it. Questo sito ha l’ambizione di passare dal gioco singolo a quello di squadra, creando un ambiente aperto che offre strumenti e documentazione, riceve commenti e contributi, interagisce e con gli sviluppatori del settore pubblico e del settore privato.

Nella keynote (pdf) presentata a Codemotion si spiega come ancora oggi chi volesse lavorare come sviluppatore per la Pubblica Amministrazione sarebbe costretto a confrontarsi con protocolli dei primi anni 2000, pochissime librerie open source da integrare per le funzionalità di base, nessun ambiente di validazione per poter testare efficacemente ciò che si realizza, nessun forum, servizi di supporto raramente abituati a comunicare con gli sviluppatori. Ovviamente Piacentini e i suoi non sono venuti fino a Roma per stare a guardare:

Non solo perché i progetti tecnologici della Pubblica Amministrazione hanno dimensioni e risorse paragonabili a quelle delle più grandi aziende moderne, ma soprattutto perché questi stessi progetti spesso influenzano, nel bene e nel male, milioni di persone. Esistono tecnici e sviluppatori software estremamente preparati e persone di straordinaria capacità, come abbiamo avuto modo di verificare in questi mesi. Ma questo non basta.

Un’idea che girava da tempo

La comodità e intelligenza del progetto è evidente a tutti i coder: trovare un ambiente confortevole quando si cerca la giusta tecnologia da adottare, tra l’altro avendo lo scrupolo di lavorare negli standard della p.a., merita tutto l’impegno dello Stato centrale, esemplificato da questo nuovo portale che sarà il luogo della documentazione tecnica e del supporto. Nella descrizione dell’approccio, c’è anche una critica / autocritica sullo Spid, dove si accenna al login su migliaia di siti diversi in cui altrettanti sviluppatori si sono dovuti districare, da soli.

Dalla beta di questo sito si intravede l’idea che Paolo Barberis esattamente un anno fa, prima della costituzione del team (di cui oggi fa parte) aveva raccontato a Webnews: una reference totale sugli applicativi della pubblica amministrazione. E infatti sul sito si trovano già i numi tecnici tutelari della coding-way-of-life: uno spazio su GitHub per ospitare il codice sorgente e librerie pronte all’uso e all’integrazione; un’area basata su ReadTheDocs per riscrivere documentazioni strutturate e indicizzabili, pensata e scritta per la fruizione da tecnico a tecnico (vi si trovano già pronte le cartelle dell’anagrafe digitale, dello Spid, PagoPA); una newsletter; uno spazio per le news, per essere avvertiti su ogni nuova attività e progetto; un forum aperto basato su Discourse, dove poter discutere con i colleghi di tutta Italia.

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Foto dal Codemotion: Simone Piunno, Chief Technology Officer e Giovanni Bajo, Relazioni Sviluppatori | Credits: Codemotion / Inesse

Le gare pubbliche

C’è un altro elemento curioso nel progetto: il Team spiega che saranno avviate gare pubbliche per piccole commesse di sviluppo software dedicate alle aziende italiane di tecnologia, anche startup, che vogliano contribuire. In pratica si vuole “dare oltre che chiedere” (così viene presentato su Medium) e anche se non ci sono molti particolari, che verranno comunicati in futuro, il principio è già stato reso noto nelle Faq del portale del Team:

(Intendiamo) identificare aziende che possano fornire persone con le giuste competenze tecniche, per svolgere il ruolo di maintainer di alcuni progetti della community.

Forse questo è un passaggio da studiare bene, con accortezza. È vero che fare gare per le commesse è nel pieno del compito del team, molto slegato dal comune percorso di “acquisto” di prodotti e competenze della p.a., tuttavia usare il MEPA (il mercato di acquisto dei beni elettronici) per chiamare professionisti tramite aziende significa escludere a priori i professionisti singoli, che non si possono iscrivere. Strano, considerando che il Team è composto proprio da persone chiamate una per una in questo modo. Passando dalle aziende è probabile che il professionista costi qualcosa di più, ma è anche vero che si tratta del metodo più trasparente.