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iOS: app sempre più pesanti limitano lo storage

Le applicazioni per iOS sono cresciute di 12 volte in dimensioni dal 2013 a oggi, creando problemi di storage: lo rivela un'indagine di Sensor Tower.

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Le app per iOS diventano sempre più pesanti, tanto da compromettere le capacità di storage dei dispositivi. È quando dimostra una nuova ricerca di Sensor Tower, pronta a dimostrare come in poco più di tre anni i principali titoli di App Store abbiano visto decisamente lievitare le loro dimensioni. Non una conseguenza dovuta ad Apple, bensì alle funzioni sempre più ricche previste dagli sviluppatori di terze parti.

Download a tre cifre, per applicazioni che solo pochi anni fa richiedevano pochissimi MB di spazio. È questo il risultato dell’indagine condotta da Sensor Tower, confrontando alcune dei software più gettonati per iOS, dal 2013 a oggi. Un’espansione senza freni che ha portato a rendere sempre più ristrette, all’occhio dell’utente, le capacità di storage di iPhone e iPad.

In media, le applicazioni odierne sono 12 volte più pesanti rispetto alle controparti di quattro anni fa. Snapchat, una delle applicazioni ormai stabilmente nella Top 10 di App Store, oggi richiede 203 MB di spazio, quando nel 2013 si accontentava di 4 MB. Un aumento di ben 51 volte, dovuto probabilmente all’aggiunta di filtri e sistemi live per la modifica di scatti e video. Facebook, nel frattempo, passa dai 32 MB del 2013 ai ben 388 attuali, di cui 100 soltanto dal settembre 2016. Lo stesso si verifica anche per tutte le altre applicazioni d’intrattenimento e produttività, da GMail a YouTube, ma soprattutto sui giochi: il famosissimo Candy Crush Saga, infatti, è passato da 48 MB a 223 MB nel giro di pochissimi anni.

Qualche piccolo miglioramento, così come suggerisce BGR, potrebbe provenire direttamente da Apple, con il rilascio di iOS 11 in autunno. Il sistema operativo introdurrà nuovi formati immagine, pensati per ridurre anche del 50% il peso di foto e video, mentre un sistema di identificazione intelligente suggerirà le applicazioni da rimuovere, in base alla frequenza di utilizzo o allo spazio occupato sul device. Chissà che questa mossa non influenzi i developer, pronti a rendere disponibili software maggiormente ottimizzati e leggeri.

Fonte: BGR • Immagine: Pixabay • Notizie su: , ,