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W3C: il brevetto Eolas non è legittimo

Con una lettera e con una documentata richiesta di revisione, il W3C dà battaglia al brevetto Eolas. Alcuni documenti proverebbero l'esistenza di tecnologie affini prima dell'ufficializzazione del brevetto

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Tim Berners-Lee ha richiesto che il brevetto Eolas sulla visualizzazione di contenuti esterni all’interno di pagine Web sia dichiarato illegittimo ed invalidato. Con una lettera a James E. Rogan, direttore dell’Ufficio USA per i brevetti e i marchi, il direttore del W3C ha chiesto che venga riesaminata tutto il procedimento del brevetto 5,838,906 in base a nuove documentazioni emerse dagli archivi del W3C

Secondo Berners-Lee il sistema brevettato dalla piccola società Americana aveva già dei precedenti (“prior art”) mai considerati all’interno del processo di regolarizzazione del brevetto. Lo stesso W3C ha già inviato, per mezzo dei suoi legali, una documentata richiesta di riesame del brevetto in cui vengono esaminati tutti i punti in cui il brevetto Eolas si appropria di tecnologie già sperimentate all’interno del World Wide Web e in Mosaic.

Nella lettera Tim Berners-Lee specifica che «l’impatto del brevetto ‘906 va molto al di là di una singola azienda ed anche oltre coloro che sono stati accusari di violarlo». Coinvolge gli standard del World Wide Web passati e coinvolge soprattutto gli sviluppatori e i webmaster, costretti a costose modifiche delle proprie pagine Web e a riscritture di applicazioni. Nessuno di costoro, continua Berners-Lee, ha violato il brevetto.

Nella dettagliata richiesta di riesame, cui la lettera di Berners-Lee ha fatto seguito, i legali del W3C individuano almento due punti da considerare evidente “prior art”, ossia due specifiche tecnologiche presenti nel brevetto Eolas già divulgate prima della ufficializzazione dello stesso avvenuta nel novembre del 1998.

Sono due documenti di Dave Raggett, noto esponente del Consorzio WWW e grande divulgatore di standard del Web. Il primo documento risale al 14 luglio 1993, il secondo (un messaggio di posta elettronica) al giugno 1993. In entrambi i casi Raggett parla del tag EMBED, il tag utile ad incorporare in una pagina Web contenuti letti da applicazioni esterne al browser. Entrambe le tecnologie potevano essere integrate in Mosaic.

Eolas è una piccola società californiana che nel 1998 brevettò l’utilizzo di applicazioni esterne in pagine Web per visualizzare contenuti che il browser, in sé, non avrebbe potuto gestire. In questa categoria rientrano filmati Flash, file Real-Audio, file Windows-Media ecc. Un tribunale di Chicago lo scorso Agosto ha condannato Microsoft a pagare 521 milioni di dollari per aver introdotto nel suo browser tecnologie coperte da brevetto Eolas. All’interno del W3C fu subito istituito un gruppo di lavoro al fine di valutare gli impatti della decisione sullo sviluppo del World Wide Web.

Microsoft, dal canto suo, ha già in preparazione una nuova versione di Explorer in grado di evitare il brevetto Eolas. La nuova versione tuttavia imporrà a sviluppatori e webmaster profondi cambiamenti nelle pagine Web.