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Winhec 2005: Gates lancia Metro, l’anti-PDF

L'alternativa Microsoft al formato PDF si chiamerà Metro, arriverà con il treno Longhorn e lascerà esplodere le proprie potenzialità con la distribuzione delle nuovi versioni di Internet Explorer: una mossa anti-PDF e, nel contempo, una mossa anti-Adobe

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Il keynote di Bill Gates al WinHEC 2005 ha proposto diversi spunti interessanti circa quello che è il futuro di Microsoft, passando soprattutto per la prima tappa importante identificata nel noto Longhorn. Tra le sfide che Gates lancia in questi giorni al mercato ve ne è una in particolare in grado di stuzzicare non solo l’utenza che ne proverà le conseguenze tangibili, ma anche chi ne vede una potenziale scintilla per una nuova bagarre di mercato: Microsoft intende infatti proporre un formato anti-pdf denominato “Metro”.

Il formato affonda le radici nel progetto Avalon, sfrutterà una struttura XML ed è ideato al fine di facilitare la stampa, l’archiviazione e lo scambio di documenti. Nonostante l’alto profilo di similitudine con il Portable Document Format del gruppo Adobe, il responsabile Microsoft Greg Sullivan tende a sminuire le caratteristiche concorrenziali del “Metro” evitando un raffronto diretto tra le due entità. Il raffronto è però esplicitamente proposto a Internet News da Jim Freidah, CEO Global Graphics (gruppo che collabora con Microsoft nella creazione del nuovo formato), il quale non esita a identificare nel PDF il principale concorrente con il quale fare i conti.

Una caratteristica importante del formato “Metro” è l’assenza di un apposito viewer (in stile Acrobat Reader) in quanto il file sarebbe visualizzabile direttamente tramite Internet Explorer (la cui settima versione è attesa entro l’estate). L’alta diffusione del browser IE tra l’utenza (nonostante le recenti difficoltà incontrate) ed il fondamentale traino che l’ondata Longhorn rappresenterà per i prodotti Microsoft potrebbero permettere al formato Metro di imporsi con una certa importanza già entro tempi brevi.

Un importante ulteriore aspetto della vicenda è intelleggibile nell’ottica di una necessaria concorrenza al neonato polo Adobe-Macromedia. La fusione tra i due gruppi è in fase di attuazione e nel contempo Longhorn rimane ai box fino a data da destinarsi: la battaglia è dunque annunciata, ma lo scontro diretto è rinviato presumibilmente al 2006.