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Google vince, Microsoft abbandona, AOL festeggia

E' Google l'azienda che si aggiudica l'accordo con Time Warner per il controllo del profilo promozionale del gruppo AOL? Microsoft deve infatti abbandonare la partita lasciando a Google un accordo da 1 miliardo di dollari in cambio del 5% di Time Warner

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Il braccio di ferro che vedeva contrapposti Google e Microsoft in tema AOL ha trovato probabilmente una fine: Microsoft ha infatti abbandonato la partita mentre Google è vicina all’accordo con Time Warner tale per cui quest’ultimo gruppo cede il 5% della proprietà al motore di ricerca ottenendo in cambio 1 miliardo di dollari. La notizia è emersa ancora una volta dal Wall Street Journal, testata che fin dalla prima ora ha elargito esclusive anticipazioni sulla vicenda.

La storia dell’accordo è tribolata. Quando sembrava fatta per Google un ribaltamento dei giochi sembrava favorire Microsoft, Yahoo s’è dileguata anzitempo e gli analisti premiavano fin da subito il gioco strategico dei responsabili America OnLine. In palio, va ricordato, c’è oltre il 10% degli introiti di Google, ovvero l’assommare delle entrate che il motore di ricerca ottiene grazie agli spazi promozionali concessi da AOL: nel caso in cui Microsoft avesse ottenuto la firma tali spazi sarebbero passati direttamente da un gruppo all’altro, offrendo a Microsoft un importante vantaggio commerciale rispetto alla concorrenza.

Le conseguenze dell’accordo non si limitano al semplice scambio moneta/proprietà. AOL infatti grazie al nuovo contratto si assicura un rapporto privilegiato con Google sia intermini pubblicitari che in quanto a ricerca sul web. Per Google (stando alle analisi JPMorgan riportate da ZDNet) l’accordo va invece visto soprattutto in termini ostruzionistici in quanto nessun concreto vantaggio dovrebbe migliorare lo status finanziario del gruppo, ma nel contempo le entrate vengono parzialmente differenziate (per la soddisfazione degli investitori) e soprattutto viene soffocato sul nascere il tentativo Microsoft di far crescere il proprio MSN Search. Conferma la linea ostruzionistica anche Martin Pyykkonen, analista Hoefer & Arnett.

Microsoft sul piatto aveva semplicemente messo una joint venture con AOL, soluzione evidentemente poco gradita alla proprietà Time Warner. Mentre la notizia iniziava a circolare, al Nasdaq Google cresceva a quota 430 dollari e il titolo Microsoft perdeva il 2% circa del proprio valore.