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L’HSDPA non sarà una rivoluzione

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«L’HSDPA non sarà una rivoluzione»: a sostenerlo in una intervista a Reuters è Sylvain Fabre, direttore della ricerca di Gartner. La teoria di Fabre parte dal presupposto per cui l’utenza cerchi servizi e non connettività, ed è dunque sulla disponibilità di servizi nuovi ed attraenti che si giocherà la sfida con il mondo del web in primis e con il WiMax poi.

«Il WiMax mobile sarà ancora più veloce, coi suoi 18 mbps e potrebbe essere applicato alla telefonia vocale via Internet, rappresentando una potenziale minaccia per gli operatori di telefonia mobile nello stesso modo in cui oggi Skype minaccia gli operatori di linea fissa»: Reuters sottolinea però il fatto che Fitch Ratings ritenga l’adozione su larga scala del WiMax un fattore che potrà concretizzarsi non prima di 4-5 anni. C’è tutto il tempo, insomma, per rendere fruttuoso l’HSDPA e tutto il consesso di servizi che ne conseguirà. In Italia ai blocchi di partenza si sono già presentati Vodafone e Telecom.