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SearchMash, è nato un altro Google

Un motore di ricerca parallelo a Google è stato scoperto online negli ultimi giorni. Il suo nome è SearchMash, restituisce praticamente gli stessi risultati di Google, ma offre un'esperienza di navigazione completamente diversa ed in gran parte innovativa

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Google potrebbe avere un laboratorio segreto-non-troppo-segreto ove sperimentare nuove interfacce, nuovi sistemi di ricerca e nuove opzioni da adottare in futuro sulla propria versione ufficiale. Almeno questa è l’interpretazione che viene generalmente offerta al neonato SearchMash, un motore di ricerca dichiaratamente ricollegabile a Google ed aperto al libero accesso online.

Che le due entità siano legate ad una sola mente è fuor di dubbio in quanto espressamente spiegato tra i termini del servizio disponibili sul sito web. Il motore si presenta però in modo molto diverso rispetto a Google pur denotando uno stesso indice di base ed un simile sistema di ranking. A cambiare pesantemente è il modo di proporre i risultati. La prima grande novità è ad esempio l’assenza numeri da cliccare per passare alle successive pagine dei risultati: un click a fondo pagina fa semplicemente scorrere il testo ed è possibile così accedere ai risultati successivi se i precedenti non sono stati soddisfacenti.

Un’altra possibilità è quella di ordinare a proprio piacimento i risultati, creando così un ranking personalizzato sulla base delle proprie esigenze di ricerca (facile ipotizzare una interrelazione di tale funzione con il ranking offerto in prima battuta). Un click sull’url del risultato, inoltre, apre una finestrella contenente varie opzioni quali l’apertura del link nella stessa pagina, l’apertura in una pagina nuova, l’apertura della copia cache e così via. L’interfaccia, dunque, è resa molto più dinamica pur lavorando sempre e comunque sull’indice originario di Google.

SearchMash propone altresì una parallela ricerca di immagini, la quale non evidenzia però funzioni particolari ed è anzi una brutta copia di quella già disponibile oggi sul Google tradizionale. Le immagini stesse, però, compaiono direttamente anche sulla pagina dei risultati nel contesto di una qualsiasi ricerca sul web (nel numero massimo di 3 unità). Curiosamente in homepage viene proposto anche un link verso le ricerche più “popolari” del motore, il che apre a milioni di risultati con query selezionata in maniera apparentemente casuale.

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