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Google Custom Search Engine, ma non funziona

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Google apre il proprio archivio alla possibilità di una personalizzazione della ricerca: Google Custom Search Engine, servizio sotteso al progetto Co-op, permette infatti di restringere l’ambito della ricerca offrendo dunque agli utenti interessati la possibilità di creare un proprio piccolo Google da utilizzare sui propri siti web.

Google Custom Search Engine offre la possibilità di scegliere i singoli siti su cui affondare la ricerca e di selezionare precise keyword per restringere ulteriormente il campo d’azione della query composta dagli utenti. Si può, infine, avere una parziale personalizzazione della propria pagina di ricerca per ottenere un’interfaccia completa e più gradevole tramite l’inserimento di un logo personalizzato. L’idea non è propriamente originale e quella di Google appare più che altro una risposta a ciò che la concorrenza ha messo in piedi con Yahoo Search Builder o con Live Search Macros di Microsoft (nonchè sulla scia di Rollyo, Eurekster e l’ex A9)

Il servizio mette infine a disposizione dell’utente un modulo per l’inserimento dei propri riferimenti AdSense così da permettere una condivisione degli introiti relativi a click sulle promozioni pubblicate a margine dei risultati delle query composte. Le prime prove, però, non sembrano essere particolarmente positive: creando un motore con Google Custom Search Engine e limitando i siti presso cui affondare la ricerca (nell’esempio si cerca su Webnews materiale relativo alla keyword “Microsoft”), i risultati sembrano non voler rimanere nell’alveo richiesto e si ottiene dunque un risultato di scarsa pertinenza. Il servizio è con tutta evidenza utile ma qualcosa, insomma, ancora non funziona.

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