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Decreto Bersani: scattano i controlli

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Dopo il decreto per l’abolizione dei costi delle ricariche dei cellulari ecco che le compagnie di telefonia finiscono sotto l’attenta lente della Guardia di Finanza e dei funzionari dell’Autorità per le Comunicazioni.

Lo scopo è quello di acquisire tutti i dettagli tariffari attualmente in vigore per confrontarli con la nuova offerta commerciale che sicuramente ci sarà dopo il 5 marzo, data in cui le ricariche non avranno più alcun costo fisso.

Ricordate i rincari che ci furono dall’introduzione dell’Euro, a cui nessuno addetto alla nostra tutela a fatto caso? Bene, conscio di quei negativi effetti dovuti ai mancati controlli sull’introduzione dell’Euro, il decreto Bersani ha dato compiti ben precisi all’Autorità in merito alla trasparenza tariffaria e per evitare cartelli tra i gestori.

Al momento questi controlli sono solo preventivi, per evitare che i gestori facciano i furbi e rincarino i costi delle chiamate per recuperare le minori entrate dovuti agli effetti del decreto Bersani, che ricordiamolo, ammontano a meno 1,7 miliardi di euro l’anno. Praticamente noccioline per i gestori TIM, Vodafone, Wind e Tre.

Comunque buona norma è stare con gli occhi molto ben aperti e soprattutto stare attenti ai (molti) costi nascosti: vedi scatto alla risposta! Non sarebbe stato meglio eliminare anche quello?

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