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Pubblicato il Decreto: fine dei costi di ricarica?

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È stato pubblicato il 2 febbraio, sulla Gazzetta Ufficiale il decreto che prevede l’eliminazione dei costi fissi di ricarica dei cellulari. Inizia un lungo e tortuoso conto alla rovescia di 30 giorni in cui gli operatori di telefonia mobile devono tassativamente adeguare tutte le offerte commerciali con retroattività massima di 60 giorni per adeguarli alla nuova vigente normativa. Queste norme varranno, ovviamente, anche ogniqualvolta ricarichiamo il cellulare dal bancomat o tramite internet. Sarà inoltre possibile recedere da un contratto senza vincoli di tempo e senza costi.

Osservando il panorama di telefonia mobile in Italia si nota subito che l’azienda maggiormente esposta a questa normativa risulta essere la 3 che ha basato il suo successo principalmente su contratti vincolanti di due anni, costi di ricarica, scatto alla risposta e fidelizzazione “forzata” del cliente.

Cosa succederà alle offerte del gestore 3? Ci si prepara a un vero e proprio terremoto tariffario? Le meno esposte sembrano invece essere la TIM e la WIND, anche se è ancora presto per dirlo.

Ci si poteva aspettare una levata di scudi, come avvenuto in altre categorie professionali (vedi i benzinai), invece sembra quasi che i gestori si siano dimenticati di quei quasi 1,7 miliardi di euro in meno di introiti ogni anno. Sembra appunto.

Invece in casa di “mamma” Telecom si studiano già le contromosse in caso il Governo non cada. Eh si perché dato che entro 60 giorni il Parlamento deve convertire il Decreto-Legge in Legge, se in questi due mesi il Governo Prodi cade o si indebolisce i costi di ricarica rimarranno lì ancora per molto tempo.

In ogni caso la Telecom starebbe già preparando un ricorso urgente da presentare alla Corte Europea appellandosi all’incostituzionalità del decreto che abolisce le ricariche telefoniche e impone all’ex-monopolista di aprire le porte della Banda larga ai concorrenti asserendo che sono di competenza esclusiva dell’Authority. Incrociamo le dita e stiamo attenti ad ogni aumento di costi che i gestori sicuramente ci serviranno nei prossimi mesi.

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