Google Pixel 6 | 6 Pro: i veri flagship Android

Arrivano in Italia i nuovi Google Pixel 6 e 6 Pro, con innovativo processore Tensor, una Gcam rinnovata e tutte le novità di Android 12.

pro

  • Fotocamera
  • qualità costruttiva
  • prestazioni
  • Pixel experience

Contro

  • Assenza espansione di memoria
  • assenza face-unlock
il voto di Webnews  9.5
Arrivano in Italia i nuovi Google Pixel 6 e 6 Pro, con innovativo processore Tensor, una Gcam rinnovata e tutte le novità di Android 12.

Arrivano finalmente anche in Italia i nuovi smartphone di Google, Pixel 6 e Pixel 6 Pro, dopo un lancio in autunno che ha coinvolto solo alcuni paesi. Forse per la ormai nota carenza di chip, forse per non fare troppa concorrenza agli altri produttori di smartphone Android, il nostro paese non è stato incluso nel primo round ma, a grande richiesta degli utenti – compreso chi vi scrive – Big G ha messo a disposizione uno stock, seppur limitato, anche per gli utenti italiani. Sono alcune settimane che li stiamo usando entrambi, con il più recente aggiornamento che ha risolto i bug di cui si è letto nei mesi scorsi, e possiamo dire che le aspettative sono sicuramente soddisfatte. I nuovi Pixel si confermano il top degli smartphone Android, ma vediamo nel dettaglio come li abbiamo trovati.

Google Pixel 6 | 6 Pro: tutti i dettagli

Confezione e design ()

La confezione di vendita dei nuovi Pixel 6 è molto semplice, con un packaging sottile e in carta riciclata. All’interno lo smartphone, il cavo USB-C, un adattatore OTG per collegare cavi o chiavette USB-A alla porta USB-C dello smartphone e lo strumento per estrarre la SIM. Assente il caricabatteria, in una strategia sempre più comune di salvaguardia dell’ambiente: ormai tutti abbiamo in casa più caricabatterie di altri smartphone o dispositivi elettronici, ed i Pixel 6 sono compatibili con gli standard Power Delivery (PD) e Programmable Power Supply (PPS): qualsiasi caricabatteria o power bank USB-C è in grado di ricaricare i nostri nuovi Pixel ad alta velocità.

Il design dei Pixel 6 è rinnovato rispetto alle serie precedenti; caratteristica principale il modulo fotografico, adesso inserito in una banda orizzontale che caratterizza i nuovi Pixel dagli altri smartphone in commercio, e allo stesso tempo rende più stabile lo smartphone quando poggiato su un tavolo.

Pixel 6, il più piccolo dei due, ha dimensioni di 158,6×74,8×8,9mm e peso di 207g, mentre Pixel 6 Pro arriva a 163,9×75,9×8,9mm per 210g. Entrambi hanno un display full screen certificato HDR10+ – rispettivamente un AMOLED da 6,4” FHD+ 90Hz con bordi piatti e un LTPO AMOLED da 6,7” QHD+ 120Hz con bordi curvi – che comprende la selfie cam all’interno di un forellino al centro della parte superiore. Subito sopra al display la capsula auricolare, che funziona anche da secondo altoparlante stereo. La parte frontale degli smartphone è poi protetta dall’ultima versione del Corning Gorilla Glass Victus, mentre sotto al display è presente il sensore ottico d’impronta.

Sul retro, anch’esso protetto dallo stesso Gorilla Glass Victus, abbiamo la già citata banda orizzontale che contiene il modulo fotografico: una dual-camera per il Pixel 6 e una tripla per il Pixel 6 Pro, a cui si aggiungono un flash dual-LED dual-tone, un microfono per l’audio dei video (audio zoom supportato), e una serie di sensori per l’autofocus, oltre a un secondo sensore di luminosità per una regolazione più precisa della luminosità del display soprattutto quando ci troviamo in controluce o in ambienti con illuminazione molto ridotta.

Ai lati troviamo invece: in alto un microfono per la cancellazione dei rumori; a destra il tasto di accensione e il bilanciere del volume; a sinistra lo slot per la nano-SIM (come di consueto i Pixel supportano una singola SIM fisica a cui si può aggiungere una eSIM); in basso la porta USB-C, il microfono principale e la griglia altoparlante. Notiamo poi un numero maggiore del solito di inserti lungo il frame laterale degli smartphone, e questo per il nuovo sistema di antenne che rendono la ricezione migliore, sia per la rete telefonica che per il WiFi, ma anche per l’NFC: adesso possiamo effettuare pagamenti contactless semplicemente avvicinando lo smartphone al POS, senza dover necessariamente allineare la parte posteriore ma anche tenendo lo smartphone inclinato e più distante dal lettore.

Entrambi i modelli hanno poi certificazione IP68 per resistere a polveri e liquidi, e ad immersione in acqua fino a 1,5m per 30 minuti.

Scheda tecnica ()

Un’altra novità importante è quella relativa al chipset: Google ha deciso infatti di adottare un processore progettato in casa e pensato appositamente per i nuovi Pixel, per renderli ancora più veloci e più smart. Il Google Tensor è un chipset con architettura a 5nm, octa-core fino a 2,8GHz e GPU Mali-G78 MP20, con supporto all’intelligenza artificiale di Google per gestire al meglio funzionalità quali il riconoscimento vocale le traduzioni dal vivo e l’elaborazione delle immagini. Tensor comprende poi un nuovo processore d’immagini per gestire al meglio la fotocamera, e il nuovo chip per la sicurezza Titan M2 per conservare al sicuro tutte le informazioni personali. Accanto al processore abbiamo poi memorie RAM LPDDR5 (8GB per il Pixel 6, 12GB per il Pixel 6 Pro) e 128GB di memoria di archiviazione UFS 3.1 che, come consuetudine per i Pixel, non è espandibile.

Le connettività comprendono il WiFi 6E, la nuova versione tri-banda, il Bluetooth 5.2 con supporto ai protocolli aptX HD e LDAC per la musica ad alta definizione, l’NFC, il GPS con A-GPS, Glonass, Galileo e BDS. Solo Pixel 6 Pro supporta l’Ultra-Wideband (UWB), ovvero un sistema per rilevare con precisione la posizione di altri oggetti compatibili usato ad esempio per gli AirTag di Apple. I sensori ci sono tutti: luminosità (abbiamo già menzionato il doppio sensore per la rilevazione a 360°), prossimità, accelerometro, giroscopio, magnetometro e barometro. La porta USB-C è di tipo 3.1, ma non è abilitata alla trasmissione video.

Per quanto riguarda le reti abbiamo un supporto praticamente universale alle reti 5G (sub-6 SA/NSA), alle reti 4G LTE e alle reti di generazioni precedenti. Supportato anche il VoLTE, finalmente funzionante anche con gli operatori italiani, per non perdere la connessione dati durante una conversazione telefonica.

La batteria agli ioni di litio ha capacità pari a 4614mAh per il Pixel 6 e a 5003mAh per il Pixel 6 Pro; supporta la ricarica rapida PD 3.0 da 30W e la ricarica rapida wireless Qi (rispettivamente fino a 21W e fino a 23W per il 6 e il 6 Pro); presente anche la ricarica wireless inversa, per ricaricare ad esempio gli auricolari bluetooth o altri accessori. Presente poi una versione aggiornata della batteria adattiva, che permette di ottimizzare i consumi energetici dello smartphone prolungandone l’autonomia.

Il sistema operativo è Android 12, con tutte le novità del Material You che oltre alla nuova veste grafica comprende nuovi widget, icone a tema con lo sfondo, colori dinamici e molto altro. E naturalmente con la regolarità degli aggiornamenti (3 versioni di Android) e delle patch di sicurezza che arrivano puntuali ogni primo lunedì del mese per cinque anni, per rendere il Pixel sempre sicuro e migliorato.

Fotocamera ()

E veniamo a parlare della fotocamera, un aspetto che sempre di più concentra gli sforzi dei produttori di smartphone e che vede Google sempre al top con la sua Gcam, che vanta decine di porting sviluppati da terzi e dedicati a smartphone di altre aziende.

Il sensore principale di entrambi i Pixel 6 è un Samsung GN1 da 50MP, con dimensione 1/1,31”, apertura f/1.85, pixel da 1,2µm e pixel binning 4-in-1, focale equivalente di 25mm per una visione a 82°, doppia stabilizzazione OIS+EIS e doppio autofocus PDAF dual-pixel + Laser. A questo si aggiunge un sensore ultra-grandangolare Sony IMX386 da 12MP, con dimensione 1/2,9”, apertura f/2.2, pixel da 1,25µm, focale equivalente di 17mm per una visione a 114°.

Solo per il Pixel 6 Pro abbiamo poi un teleobiettivo Sony IMX586 da 48MP, con dimensione 1/2”, apertura f/3.5, pixel da 0,8µm e pixel binning 4-in-1, focale equivalente di 104mm per una visione di 23,5° (zoom ottico 4x e Super Resolution Zoom fino a 20x), doppia stabilizzazione OIS+EIS e messa a fuoco PDAF+Laser.

Entrambi gli smartphone possono registrare video fino a 4K@60fps, in time-lapse, in slow-motion fino a 240fps, e con tutta una serie di stabilizzazioni compreso il suggestivo panning cinematografico. Per le foto abbiamo l’apprezzatissima modalità notturna, con astrofotografia e time-lapse alle stelle, e la nuova modalità movimento per foto a lunga esposizione. Fra le novità della nuova Google Camera abbiamo anche un algoritmo per ottenere sempre un viso nitido, il real tone per tutte le tonalità di pelle, e la gomma magica per rimuovere con semplicità eventuali soggetti indesiderati nella foto.

Diverse invece le fotocamere adottate per i selfie: Pixel 6 monta una cam frontale da 8MP (apertura f/2.0, pixel da 1,12µm, focale equivalente di 24mm per una visione a 84°, video fino a 1080p@30fps), mentre Pixel 6 Pro ha una risoluzione maggiore e pari a 11,1MP (apertura f/2.2, pixel da 1,22µm, focale equivalente di 20mm per una visione a 94°, video fino a 4K@30fps o 1080p@60fps). Anche le selfie-cam supportano la modalità notturna e la nuova modalità movimento, per selfie ancora più suggestivi.

Prezzo ()

Google Pixel 6 e Google Pixel 6 Pro sono disponibili sul Google Store in colorazione nero tempesta, al prezzo di listino rispettivamente di €649 e €899.

Google Pixel 6 | 6 Pro: recensione ()

Erano due anni che attendevamo un nuovo smartphone Made by Google, dal momento che Google ha deciso di non portare la serie 5 nel nostro paese, e dobbiamo dire che l’attesa è stata ripagata da una coppia di ottimi dispositivi. Vero che all’uscita dello scorso autunno molte recensioni di oltreoceano lamentavano alcuni bug, ma dobbiamo dire che, sicuramente merito degli aggiornamenti arrivati in questi mesi, i sample che abbiamo provato sono risultati veramente di alto livello, sia come qualità costruttiva che come software.

Design, display, multimedialità

Se esteticamente la banda posteriore rende i Pixel 6 diversi dalla massa degli smartphone presenti nelle vetrine dei negozi, e se il fattore estetico rimane indubbiamente soggettivo, dobbiamo dire che la soluzione risolve il problema degli smartphone ballerini quando poggiati su un tavolo. La banda è uniforme, e quindi ogni volta che poggiamo lo smartphone su una superficie piana esso rimane stabile e ci permette anche di interagire con il display senza spostamenti indesiderati.

La parte frontale è full screen, con un display luminoso e definito soprattutto per la versione Pro che adotta un pannello LTPO in grado di modificare il refresh dello schermo in modo adattivo, passando da un minimo di 10Hz a un massimo di 120Hz in base all’applicazione, così da mantenere ottimizzato il consumo energetico. Il 6 invece monta un più classico AMOLED a 90Hz, ma la resa cromatica e la luminosità sono comunque di ottima qualità.

Buono l’audio, con doppi altoparlanti stereo che fanno uso della capsula superiore e dello speaker inferiore, creando un sound dal volume sufficientemente alto e dal buon effetto spaziale anche durante la visione di film in streaming. Discorso simile per il feedback aptico: la vibrazione è fra le migliori sul mercato, con una sensazione decisamente gradevole sia durante la digitazione di testi che con le varie interazioni con il dispositivo.

Per lo sblocco Google ha deciso di implementare un sensore ottico d’impronta sotto al display, cosa che aveva fatto storcere il naso a molti nel primo mese di lancio. Adesso che i Pixel sono arrivati ufficialmente in Italia dobbiamo dire che lo sblocco è veloce e preciso, personalmente non abbiamo mai avuto problemi, quindi buon lavoro da parte dell’azienda che ha prontamente risolto le imprecisioni rilevate dai primi acquirenti. Peccato che la fotocamera frontale non supporti il face-unlock: pur non essendo presenti tutti i sensori per la rilevazione 3D del volto come nei Pixel 4, speriamo che Google possa aggiungere questa funzione con un prossimo aggiornamento.

Prestazioni e autonomia

Passiamo a parlare di prestazioni: qui si concentrano molte novità, visto che per la prima volta Google ha deciso di non adottare un processore Qualcomm Snapdragon ma piuttosto di progettare in casa il nuovo chipset Tensor: una scelta che da un lato garantisce una compatibilità completa con tutte le funzionalità tipiche dei Pixel e dei servizi Google, ma che dall’altro ci lasciava con alcune incertezze rispetto a un SoC collaudato e apprezzato come quello di Qualcomm. Il risultato è comunque molto positivo, dal momento che il sistema risulta sempre fluido e ottimizzato, con una buona gestione del multitasking e temperature sempre sotto controllo. Un altro vantaggio è quello di comprendere direttamente all’interno del Tensor anche il chip Titan M2 per la sicurezza, a differenza del predecessore Titan M che doveva essere sistemato fuori dal chipset. Titan M2 si occupa di gestire la sicurezza e la privacy dell’utente, memorizzando le nostre password, i nostri dati biometrici e i dati personali, così da tenerli sempre protetti.

Anche riguardo l’autonomia possiamo considerarci soddisfatti: sia il Pixel 6 che il Pixel 6 Pro hanno una batteria di capacità notevolmente superiore rispetto ai predecessori (rispettivamente 4614mAh e 5003mAh), ed entrambi riescono a permetterci di arrivare a sera con un livello di carica ancora oltre il 20%, anche con un uso intenso. Merito, fra l’altro, della batteria adattiva che ottimizza il consumo energetico. Naturalmente l’autonomia effettiva dipende dall’uso dello smartphone, e qui chi gioca molto o guarda video per molte ore potrà aver bisogno di ricaricare prima della sera, ma per un uso standard, anche intensivo, siamo ai livelli dei principali flagship se non meglio. Buona poi la scelta di Google di aumentare la potenza di ricarica a 30W: siamo lontani dai livelli di alcuni altri smartphone, ma un caricabatteria PD 3.0 riesce comunque a caricare da 0 al 50% in 30 minuti e da 0 all’80% in poco più di un’ora, quindi quando ne sentiamo il bisogno o abbiamo del tempo libero possiamo collegare il cavo (o usare una basetta di ricarica wireless) anche per 10 minuti soltanto ed aggiungere qualche ora di autonomia allo smartphone.

Fotocamera

Un altro aggiornamento importante che troviamo sui Pixel 6 è quello relativo alla fotocamera: dopo alcuni anni in cui il sensore primario è rimasto invariato, quest’anno Google ha deciso di adottare un Samsung GN1, che oltre ad aumentare la conta dei megapixel ha incrementato, e di molto, la dimensione del sensore, permettendo quindi allo smartphone di acquisire un maggior quantitativo di luce e quindi di migliorare le già ottime prestazioni della Gcam, soprattutto in notturna. Il risultato infatti è ottimo, come i Pixel ci hanno da sempre abituato, e l’algoritmo notturno ci permette di scattare foto sorprendenti anche quando la luminosità è pressoché nulla, senza perdere dettagli e con un quantitativo di rumore mai troppo elevato. Ottime poi le foto scattate in diurna, come anche i ritratti che migliorano ulteriormente la profondità e separano ancora meglio di prima il soggetto dallo sfondo. Per non parlare poi dell’astrofotografia che non smette mai di stupirci.

Abbiamo molto apprezzato poi la nuova modalità movimento, che a sua volta è composta da due opzioni: le foto in panning in cui un soggetto in movimento viene messo a fuoco ottenendo una sfocatura dinamica dello sfondo, e quelle con esposizione lunga che invece mantengono fisso lo sfondo e catturano il movimento dei soggetti in movimento; questa seconda modalità può anche catturare le luci del traffico di notte, creando delle scie luminose, o il movimento dell’acqua di un fiume o di una cascata dando vita ad un effetto seta.

La Gcam non ha mai avuto una modalità pro per regolare manualmente l’esposizione, ma sono sicuramente utili i controlli a schermo che ci permettono di regolare manualmente ombre, luci e – novità – bilanciamento del bianco, sia in modalità foto che in modalità video.

La fotocamera ultra-grandangolare ha una buona correzione delle distorsioni, sebbene perda un pochino in luminosità rispetto a quella principale, mentre il teleobiettivo (presente solo nel Pixel 6 Pro) riesce a mantenere un dettaglio stupefacente anche andando oltre il 4x ottico. La Gcam ha sempre gestito bene il Super Resolution Zoom, ed anche qui grazie all’elaborazione effettuata dagli algoritmi di Google possiamo avere foto nitide anche con ingrandimenti 7x (per il Pixel 6 che non ha lente tele) e 20x (per il 6 Pro).

Un aspetto che forse è passato inosservato ma che dà ai Pixel 6 un vantaggio rispetto ai concorrenti è l’integrazione delle fotocamere con le app social: aprendo Instagram o Snapchat è possibile passare facilmente da una cam all’altra con un semplice pinch, sfruttando quindi tutti i sensori anziché usare solo quello principale. Possiamo quindi catturare storie con l’ultra-grandangolo o usare lo zoom ottico del teleobiettivo, ottenendo un risultato superiore.

Nei video è stata migliorata la stabilizzazione, che combina OIS e crop intelligente; alla stabilizzazione standard si aggiungono altre tre opzioni: bloccata, che mantiene l’immagine fissa come se avessimo un treppiede; attiva, che mantiene lo sfondo il più possibile stabile quando effettuiamo riprese in movimento; panning cinematografico, che rallenta i movimenti quando eseguiamo una panoramica simulando l’uso di un gimbal.

Ottime poi le opzioni di editing delle foto direttamente dall’app fotocamera o da Google Foto: oltre alle opzioni di editing standard che permettono di modificare luminosità, contrasto, luci e ombre, abbiamo una serie di suggerimenti supportati dall’intelligenza artificiale che migliorano la resa del nostro scatto, ma soprattutto abbiamo delle nuove funzionalità che rendono le immagini ancora più belle: real-tone cattura le tonalità della pelle in modo ancora più naturale, face-unblur fa sì che il viso sia sempre nitido e privo di sfocature, anche con scatti in movimento, e la gomma magica ci consente di eliminare in modo semplice e smart soggetti indesiderati dalla foto, come passanti o oggetti ingombranti, ricostruendo lo sfondo in modo da rendere impercettibile la modifica.

Software

I Pixel 6 sono stati i primi smartphone ad arrivare con Android 12, sebbene ormai a distanza di qualche mese abbiamo avuto modo di vedere la nuova versione del sistema operativo anche su altri smartphone, oltre che sui Pixel di generazioni precedenti. Fra le novità abbiamo il nuovo design Material You, che porta una nuova veste grafica all’interfaccia e una maggiore consistenza su colori e icone, che possono seguire le colorazioni predominanti dello sfondo scelto.

A questo si aggiungono poi una serie di funzionalità esclusive dei Pixel 6, che rendono l’esperienza ancora migliore. Fra queste abbiamo notato un importante miglioramento sul riconoscimento vocale, anche per la lingua italiana, che ci permette di scrivere testi – anche lunghi – sotto dettatura. Che si tratti di un messaggio in chat, di un termine da ricercare o di una nota da conservare, adesso possiamo semplicemente parlare e lo smartphone trasformerà tutto in un testo preciso e accurato.

Un’altra funzione molto utile è quella di traduzione dal vivo: quando riceviamo un messaggio in lingua diversa da quella di sistema all’interno di un’app di chat riceveremo direttamente una traduzione nella nostra lingua, e potremo digitare una risposta in italiano per vederla automaticamente tradotta nella lingua del nostro interlocutore e pronta per l’invio.

Accessori ()

Dopo aver acquistato il nuovo Pixel 6 o 6 Pro è il momento di pensare a quali accessori abbinargli, così da proteggerlo e sfruttare al meglio le potenzialità.

Iniziamo da un caricabatteria, dal momento che non è presente in confezione e non è detto ne abbiamo in casa uno adeguato per sfruttare la ricarica rapida da 30W. Il nostro consiglio cade su un Anker Nano II, disponibile in versione da 30W ma anche in versioni con potenza maggiore (45W e 65W) qualora si volesse usare anche per caricare un laptop. Le dimensioni del Nano II sono estremamente ridotte grazie alla tecnologia al nitruro di gallio (GaN), ed il doppio supporto agli standard PD 3.0 e PPS riesce a caricare il Pixel 6 alla potenza massima.

Per proteggere lo smartphone abbiamo poi bisogno di una cover e di una pellicola per lo schermo. Ad oggi Google non ha ancora portato le cover originali in Italia, ma fra le aziende che partecipano al programma Made for Google, e quindi testate e approvate da Google stessa, abbiamo OtterBox che vende i propri prodotti anche in Italia. La cover, disponibile sia per Pixel 6 Pro che per Pixel 6, offre una protezione superiore anche da cadute, come previsto da certificazione militare MIL-STD-810G 516.6, inoltre è antimicrobica e non si ingiallisce con il tempo; ben protetto poi il modulo fotografico, così da evitare graffi alle lenti quando si poggia lo smartphone su di un piano. Otterbox propone anche pellicole protettive (per Pixel 6 e per Pixel 6 Pro), semplici da applicare e gradevoli al tatto durante l’uso dello smartphone, anche loro resistenti a graffi e macchie oltre a garantire una buona compatibilità con il sensore d’impronta digitale.

Consigliamo poi, qualora non doveste averli già, gli auricolari Bluetooth TWS Google Pixel Buds A, compagni ideali degli smartphone Pixel grazie anche alla completa integrazione dell’Assistente Google e a funzioni esclusive come la traduzione istantanea e al volume adattivo. Li abbiamo recensiti qui.

Infine possiamo ampliare le funzionalità del nostro Pixel 6 aggiungendo la compatibilità con gli accessori MagSafe di Apple applicando sul retro dello smartphone o della cover un anello metallico Sinjimoru M-Plate. In questo modo possiamo applicare magneticamente un praticissimo portacarte con supporto Sinjimoru M-BGrip, per avere sempre a portata di mano carte di credito e documenti ed impugnare lo smartphone ben saldo quando scattiamo foto; un power bank Anker 622 piccolo e leggero che funziona anche da stand per guardare video mentre si ricarica; e molti altri accessori ad aggancio magnetico.

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