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Attacco a Google, attacco a YouTube

Tutti contro Google, o tutti contro YouTube? Il dito è apparentemente puntato contro la vendita di spazi promozionali per siti dediti alla pirateria, ma nel contempo tra le parti sembra esserci una guerra che si allarga (con grandi nomi) all'ambito video

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È notizia delle ultime ore una presa di posizione fortemente contraria a Google da parte di tutta una serie di case di produzione quali Viacom, NBC, Disney, Time Warner, News Corp e Sony. Il motivo scatenante sarebbe la vendita di spazi promozionali a due siti (EasyDownloadCenter.com e TheDownloadPlace.com) traendo così lucro da riferimenti esplicitamente dediti ad attività illegali di pirateria.

Secondo il Wall Street Journal i due siti web avrebbero generato introiti per 1.1 milioni di dollari tra il 2003 ed il 2005, gran parte dei quali incamerati da Google sotto forma di annunci promozionali (oltre 800.000 dollari). L’attività dei due siti consiste nella vendita di un software con cui è possibile accedere ad un network P2Pcon cui ottenere un alto numero di film con modalità ovviamente al di fuori della legalità.

L’accusa appare, comunque, per buona parte strumentale. In altri casi il dito sarebbe stato rivolto contro i siti web illegali, ma in questo caso a far notizia è l’accusa rivolta al motore di ricerca. Una possibile chiave di lettura potrebbe arrivare da uno dei nomi schierati contro Google: Viacom. Nei giorni scorsi il gruppo ha infatti costretto YouTube ad eliminare 100.000 contenuti proprietari conservati nell’archivio del servizio e tutto ciò dopo trattative che duravano da mesi (solo un anno fa tra le parti sembrava essere maturata una partnership fiorente). Non solo: nelle ultime ore Viacom è al centro di alcuni rumor (fonte, forse non a caso, News.com) secondo cui il sito comedycentral.com potrebbe essere rilanciato in grande stile per fare da contraltare proprio a YouTube. Viacom, insomma, potrebbe avere ogni interesse a bloccare l’attività della concorrenza per andare a produrre in proprio un servizio omologo supportato ovviamente da introiti pubblicitari.

Nel contempo c’è chi tenta di cogliere l’attimo per colpire YouTube in contropiede. Mentre la schiera dei nemici si compatta, MySpace si propone come servizio alternativo in grado di assolvere alle richieste dell’accusa: grazie ad una nuova tecnologia Audible Magic, infatti, il social network di Rupert Murdoch (già primo concorrente di YouTube) promette migliori performance anti-pirateria e si propone dunque come valida alternativa che altre case di produzione hanno già giudicato come valida.

Riassunto: YouTube si trova isolato. Dalla sua parte la forza e l’appeal di Google, nonchè i contenuti della CBS e di Digital Music Group. Dalla parte opposta una folta schiera di nomi fortemente interessati ad affossare il servizio di Google e tutti stanno già proponendo una propria alternativa. Viacom farebbe forza su MTV, Rupert Murdoch invece sembra godere delle simpatie di Universal ed NBC (oltre ovviamente a nomi quali News Corp e Fox, sotto suo diretto controllo). La guerra scatenata attorno alla pirateria, insomma, emerge come un evidente pretesto. Dietro a quei due siti e dietro alle accuse emerse nelle ultime ore c’è in verità molto, molto di più.