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Il primo “portatile” di Apple

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Alla fine dell’estate del 1989 Apple annunciò il suo primo computer portatile: il Mac portable.
Era molto compatto per i computer dell’epoca, ma pesava ancora troppo (7,1 Kg) per essere portatile nel senso che intendiamo oggi, era piuttosto più “trasportabile“.

Al suo interno ospitava un drive da 3,5” per un massimo di 40MB e fino a due SuperDrive che allora erano i lettori di Floppy Disk ad alta e bassa densità.

Per il collegamento di dispositivi esterni aveva una porta ADB, due porte seriali e una porta SCSI DB-25.
Lo speaker era mono, ma era possibile utilizzare delle cuffie collegate alla porta di uscita audio stereo a 8bit.

Il monitor integrato era a matrice attiva in bianco e nero con una risoluzione di 640×480. Inizialmente non era retroilluminato e quindi era molto difficile da utilizzare all’aperto. La retroilluminazione arrivò quasi due anni dopo nei modelli successivi.
Il sistema operativo utilizzato era il MacOS 7.5.5.

Le reazioni al lancio del dispositivo furono fin troppo negative per vari motivi:

  • lo schermo piccolo e senza retroilluminazione lo rendeva veramente poco utilizzabile;
  • il peso di 7 chili non era affatto indifferente;
  • Il prezzo di 6.500 dollari era assolutamente proibitivo.

Nonostante ciò non fu un flop completo e, soprattutto dopo gli aggiustamenti dei modelli successivi, ne furono venduti parecchi modelli.

Nel 1991 uno di questi diventò famoso perchè fu mandato nello spazio dalla NASA a bordo dello Space Shuttle STS-43 e utilizzato per l’invio, tramite Apple Link, del primo messaggio di posta elettronica mai inviato dallo spazio.

Un anno dopo, forte dell’esperienza fatta sul Mac portable, Apple presenterà il suo primo computer veramente portatile (2,5 Kg), inaugurando così la sua linea di laptop più famosa e apprezzata: quella dei PowerBook.