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Scoble: Microsoft fa schifo!

L'illustre blogger ex-dipendente del colosso di Redmond dalle pagine del suo blog attacca senza mezzi termini Ballmer e l'azienda per la quale ha lavorato, colpevoli di fornire un servizio scadente nella ricerca e nelle attività sul web

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Dopo aver lavorato per anni alle dipendenze di Microsoft ed essersi guadagnato lo status di leader d’opinione in virtù di un blog nel quale, con il permesso dell’azienda, faceva le pulci a Microsoft stessa e alla concorrenza, ora Robert Scoble spara a a zero sull’azienda e su Steve Ballmer. Nel mirino ci sono i servizi per la rete del gigante di Redmond (sostanzialmente tutto ciò che ruota intorno a Live.com) e il recente attacco fatto da Ballmer a Google.

Nel suo blog Scoble non era mai stato tenero con Microsoft, anche quando era alle sue dipendenze aveva alternato giudizi positivi e negativi sull’operato del numero uno del software, ma una presa di posizione del genere ancora non c’era mai stata. Nel post in questione Scoble senza mezzi termini sostiene che nel campo della ricerca e in quello dell’advertising Microsoft faccia schifo e che sia ben lungi dall’«essere lì per vincere» come ha sostenuto Ballmer. I suoi concorrenti da Yahoo! a Google fino ad Amazon stanno realizzando servizi innovativi e all’avanguardia come Yahoo!Pipes e Microsoft invece non ha nemmeno un video RSS reader.

Una paragrafo a parte, poi, lo merita la critica al discorso anti-Google di Ballmer, secondo Scoble utile al massimo a motivare i dipendenti del rivale. Sono parole dure quelle rivolte al CEO Microsoft: «hai contro di te un competitor eccezionale, come non ne hai mai avuti prima, che ha davvero delle armi contro le quali non puoi fare nulla» e a sorpresa cita come arma principale del colosso di Mountain View il fatto che si scriva da solo i driver, che cioè non sfrutti software dalla medesima architettura di Microsoft. Ecco perchè, secondo Scoble, i servizi di Google sono molto più rapidi di quelli di Live.com: «questo non è Netscape!»

Ma Scoble non si limita a criticare e con la medesima severità e semplicità con cui riprende i dirigenti di Redmond illustra la sua proposta per una rimonta di Microsoft: «Basta parlare! È ora di fornire un servizio migliore!».