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In Francia i videogiochi sono arte

Il governo francese approva una serie di incentivi fiscali per i produttori di videogiochi francesi e contemporaneamente l'Ordine delle Arti e delle Lettere nomina cavaliere alcuni game designers

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Se i videogiochi sono arte i loro creatori artisti da celebrare e meritano incentivi dallo stato. Così il governo francese ha deciso di insignire del prestigioso titolo di Cavalieri dell’Ordine delle Arti e delle Lettere alcuni game designers francesi, per il ruolo fondamentale che hanno avuto nello sviluppo del loro “campo artistico”. I nuovi cavalieri sono Peter Molyneux (per Populous e Black And White), Eric Viennot (per Missing) e Antoine Villette (per Alone In The Dark e The New Nightmare).

In più, sempre in Francia, è passata una proposta di legge, che ora è al vaglio della commissione europea, che prevede incentivi fiscali per la produzione videoludica.

Da sempre in Francia esiste quello che i francesi chiamano «l’exception culturelle», una benevolenza da parte degli organi governativi verso la produzione autarchica di cultura che limiti i danni che possono essere provocati da una committenza unicamente capitalista. Ora questi due atti ufficiali allargano formalmente il campo della produzione culturale anche ai videogiochi, i quali adesso di fatto rientrano nella categoria delle arti che vanno tutelate e incentivate dal governo.

Al pari del cinema dunque lo stato francese concepisce i videogiochi come una forma di industria culturale capace di creare arte e contemporaneamente generare un indotto economico positivo. «La creazione di un videogioco» sostiene Patrick Ollier, presidente della commissione per gli affari economici dell’Assemblèe Nationale «è un’ottima e intelligente maniera di incanalare il potenziale di tecnologie che sono in anticipo sui tempi per arricchire la ricchezza culturale francese».

Certo non tutte le produzioni di videogiochi potranno usufruire della riduzione fiscale agevolata dallo stato: Marc Herubel del ministero delle cultura avverte che per ricevere l’incentivo «i giochi dovranno avere uno sviluppo narrativo ed essere in lingua francese con elementi di avventura o simulazione». Alcuni esempi di videogiochi che ce avrebbero potuto avere accesso al regime agevolato, dice lo stesso Herubel, sono Missing e Farenheit.

Tuttavia già da tempo in Francia (tutela governativa a parte) esiste una florida industria videoludica, la cui più alta espressione è rappresentata dalla Ubisoft e non stupisce quindi che la produzione di videogiochi sia ora entrata nell’immaginario nazionale come un prodotto degno dei più alti riconoscimenti artistici.

Nell’Ordine Delle Arti e Delle Lettere infatti i designer ora nominati cavalieri incontreranno altre personalità della cultura e dell’arte francese che vanno dai più recenti registi ai pittori impressionisti, oltre ad altri importantissimi game designers come Michel Ancel creatore di Rayman e Beyond Good & Evil, Shigeru Miyamoto il papà di Zelda e Super Mario e Frèdèrick Raynal per Alone In The Darl e Twinsen’s Odyssey.

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