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Storia Apple: dal primo all’ultimo Newton

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Era il lontano agosto del 1993 quando Apple presentò il primo Newton.

In quegli anni la casa di Cupertino aveva già sviluppato e commercializzato svariate versioni di portatili (anche con schermo a colori) e sub-notebook, ma qualcosa di ancora più compatto non era stato mai presentato.

La situazione finanziaria di Apple non era delle migliori e si stava cercando qualcosa di rivoluzionario per aumentare le vendite.

Il Newton Message Pad fu il tentativo di Apple di creare un dispositivo tascabile che aiutasse gli utenti nel lavoro di tutti i giorni.

Fu praticamente il primo PDA messo sul mercato, anche se altre aziende erano già al lavoro su progetti simili.

Il Newton fu un grande prodotto, ma ebbe il difetto di precorrere troppo i tempi. Il Newton Message Pad era relativamente compatto e pesava “solo” 400 grammi.

Fin dal primo modello era integrato un sistema operativo (Newton OS) con un’interfaccia estremamente essenziale, basata sull’uso di un pennino sullo schermo monocromatico e sensibile al tocco.

Presenti inoltre la rubrica indirizzi, il calendario e un blocco note. Come se non bastasse, il Newton era in grado di far dialogare queste applicazioni con fax e email.

Purtroppo Newton OS si avvaleva di un riconoscimento della scrittura che non funzionava molto bene.

Ciò procurò una pubblicità negativa al prodotto che, nonostante tutto, continuò ad avere un successo non trascurabile.

Pensato per un’utenza prettamente professionale, era venduto a 699 dollari.

L’anno successivo Apple rilasciò tre modelli:

  • il Message Pad 100, che aveva solamente una versione aggiornata del sistema operativo e del software di riconoscimento della scrittura.
  • il Message Pad 110, più potente dei due modelli precedenti, sfoggiava un case completamente ridisegnato.
  • il Message Pad 120, presentato verso fine anno, aggiornava l’hardware del modello 110 con il sistema operativo Newton OS 2.0.

L’ultimo modello con il nuovo sistema operativo aveva un’interfaccia completamente rinnovata, la possibilità di fare backup su Mac e PC e includeva un sistema di riconoscimento della scrittura migliorato.

I grossi investimenti necessari per sviluppo dei Newton avevano finalmente prodotto un modello completo e appetibile al mercato professionale.

Per tutto l’anno seguente non vi furono novità sui PDA di Apple. Il modello successivo arrivò solo nel 1996.

Il Message Pad 130 che uscì nel marzo del ’96, non era molto diverso dai precedenti, ma aveva un monitor retroilluminato e una batteria più performante.

Fino all’anno successivo non ci furono grandi novità, probabilmente anche per il periodo di grande crisi finanziaria che Apple stava passando.

Nel marzo del ’97, finalmente, uscì il Message Pad 2000, dieci volte più veloce dei precedenti.

Aveva uno schermo più grande, più definito e capace di 16 livelli di scala di grigio. Al prezzo di 799 dollari, integrava una porta per la connessione a vari tipi di computer e dispositivi ed era compatibile con le schede PCMCIA.

Nonostante il brutto periodo, Apple tentò un rilancio delle vendite con la presentazione di un dispositivo basato su Newton e pensato per gli studenti. Dal design assolutamente sperimentale, fu chiamato eMate 300.

eMate 300 aveva una forma a conchiglia e un case traslucido (in un certo senso molto simile ai primi iBook che sarebbero arrivati sul mercato solo nel 1999).

Dal punto di vista delle caratteristiche tecniche era uguale al Message Pad 2000. Fu venduto solo nel settore educativo a 799 dollari.

Verso la fine dello stesso anno fu rilasciato il modello 2001 con più RAM a disposizione e venduto a 999 dollari; sarà l’ultimo modello messo in circolazione.

L’anno seguente, infatti, cominciò il grande cambiamento di Apple ad opera di Steve Jobs.

Apple doveva ricominciare a crescere, convogliando le sue energie in pochi prodotti e tagliando le spese superflue.

Lo sviluppo dei Newton costava veramente troppo e rendeva poco perchè, anche se apprezzato, rimaneva un prodotto troppo di nicchia.

Jobs non aveva mai creduto particolarmente nel Newton, decise così di chiudere il progetto nonostante le proteste degli appassionati.

Fino a oggi i PDA presenti sul mercato sono stati molti, ma nessuno ha raggiunto la semplicità e l’immediatezza d’uso dei Newton.

Fino a oggi, appunto, perchè siamo alle soglie del ritorno di Newton in iPhone.

Chi conosce i Newton, infatti, ha subito pensato a loro quando ha visto la presentazione di iPhone.

E’ ormai chiaro che l’idea alla base del nuovo smartphone/iPod di Apple sia una versione attuale e ampliata di quella del primo Newton.

iPhone, infatti, non sarà (forse, perchè in teoria può) in grado di riconoscere la scrittura ma avrà le stesse (e molte altre) applicazioni che erano presenti nel Newton OS, utilizzabili con le dita e con un’interfaccia semplice ma potente.

In conclusione si può ritenere che tutta l’esperienza accumulata nello sviluppo di Newton non sia stata persa, anzi, è servita per il lancio dell’iPhone che grazie al suo (quasi scontato) successo, aiuterà Apple a rilanciare le vendite promuovendo così il suo marchio in tutto il mondo.

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