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Linspire firma il patto con Microsoft

Anche Linspire ha deciso di scendere a patto con Microsoft per tutelarsi dalle violazioni di brevetto. L'accordo verte su OpenXML e Open Document, Windows Media 10 codec, intercomunicazioni VoIP e Windows Live Messenger (ora motore di default su Linspire)

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Microsoft aggiunge un nuovo nome alla lista dei vendor Linux che hanno acconsentito ad una partnership basata essenzialmente sui brevetti. Se l’accordo con Novell è stato in questo contesto il più importante, quello con Linspire è probabilmente il più simbolico in quanto i due gruppi in passato hanno avuto pesanti divergenze oggi ormai completamente sanate.

Era il periodo di Michael Robertson: colui il quale ha in queste ore annunciato una partnership con MSN Messenger per il proprio Gizmo Project (gruppo SIPphone), negli anni passati era alla guida di Lindows. Una serie di scontri legali ha però visto Microsoft vincitore in sede di giudizio e il vendor che più di ogni altro scimmiottava Windows ha dovuto cambiare nome diventando l’attuale Linspire.

L’accordo odierno prevede, come confermato dal comunicato ufficiale diramato, che:

  • Linspire si unisce agli altri vendor open source in accordo con Microsoft per collaborare a rendere Office ed OpenOffice, così come Open XML e OpenDocument, interoperabili;
  • a seguito di specifica acquisizione di licenza, gli utenti Linspire avranno la possibilità di: accedere ai font Microsoft TrueType Arial, Georgia, Times New Romans e Verdana; attivare una comunicazione vocale verso Windows Live Messenger dal proprio Linspire Pidgin ; condividere file musicali e video con l’ambiente Windows grazie all’accesso ai codec Windows Media 10;
  • Windows Live Search diventa il motore di ricerca default su Linspire 5.0

Per gli utenti Linspire, soprattutto, vi sono tutte le garanzie Microsoft di essere al riparo dalle violazioni di brevetto paventate da Redmond nelle settimane scorse. Sulla base di queste minacce i vari vendor stanno tutti scendendo a patti con Microsoft (in aggiunta a nomi del calibro di LG, Dell e Samsung), dal quale non emergono intenzioni bellicose almeno fintanto che accordi costruttivi riescono ad essere stipulati con i vari grandi nomi dell’ambito open source.