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Google si appella alla sentenza belga

Google si è appellato alla sentenza della Corte belga che vedeva il motore colpevole di aver violato alcune leggi locali sul copyright. Il gruppo sembrerebbe tuttavia intenzionato a protrarre la negoziazione per trovare un accordo extra-giudiziario

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Continua la vicenda che vede Google accusata di aver infranto alcune leggi belga sul copyright; il motore di ricerca ha ora deciso di appellarsi alla condanna proclamata dalla Corte belga in febbraio e quest’ultima ha promesso una sentenza per il giorno 17 luglio 2007. Alcune persone vicine alla vicenda hanno tuttavia dichiarato come le due parti intendano utilizzare tale data per richiedere una estensione del diritto di appellarsi, con la speranza di risolvere la vicenda in modo amichevole al di fuori delle aule giudiziarie. «Le due parti chiederanno al giudice di rinviare la data dell’appello per permettere una negoziazione», ha dichiarato Margaret Boribon, Copiepresse Secretary-general.

La disputa tra le due società ha visto i suoi esordi nell’agosto 2006, data in cui Copiepresse, un gruppo editoriale che rappresenta Le Soir, Le Libre Belgique e altre 15 testate belga, ha accusato Google di infrangere le leggi locali sul copyright. La pietra dello scandalo è nel portale Google News, colpevole di riportare alcuni trafiletti presi dai giornali facenti parte del gruppo Copiepresse. A settembre la Corte di Prima Istanza di Bruxelles si è schierata dalla parte di Copiepresse ordinando a Google la rimozione degli articoli e delle fonti, nonchè la pubblicazione della sentenza stessa sulla homepage del sito, pena una onerosa multa da 500.000 euro al giorno. Nel febbraio del 2007 i giudici belga hanno sancito la colpevolezza del motore di ricerca.

Google ha dichiarato di non aver ancora pagato alcuna multa a Copiepresse, nè di aver sborsato denaro per i diritti sulla pubblicazione dei link come aveva domandato la casa editrice.
Non sono stati rilasciati per il momento ulteriori dettagli circa la possibile strada che la negoziazione tra le parti potrebbe imboccare.