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Vespa contro i Blog e il Web Working

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L’ultimo punto di contatto tra i media tradizionali (TV) e il web (in questo caso si parla di blog) non è stato sicuramente dei migliori.

Ancora una volta, Bruno Vespa è stato l’artefice di una campagna di disinformazione contro la libertà di espressione online e soprattutto contro l’avanzare indisturbato dell’innovazione.

Oggetto di critica sono ancora i blog, a favore della tendenza che li qualifica ancora come pericolosa valvola di sfogo di soggetti (giovani) disagiati, esclusi dalla società che trovano modo di esistere solo grazie a questi “strumenti” demoniaci.

Nella blogosfera, oltre al già citato Marco Montemagno, ne parla molto emotivamente anche Giacomo Dotta e Marco Camisani Calzolari, il quale si definisce “Nauseato da Vespa” e concorda sul fatto che sia in atto, in Italia, un vero e proprio “processo” di disinformazione contro gli strumenti più democratici del web.

Internet non è un mezzo che stimola il disagio sociale, piuttosto ne evidenzia (“da visibilità” diremmo noi markettari) l’esistenza, parallelamente a quanto fanno i quotidiani, le riviste o addirittura le interazioni sociali stesse tra individui.

Un pezzo di cronaca può ispirare alla follia come un blog, come il racconto di un compagno di scuola o come un libro: oggi è però il tempo di giudicare Internet, questo malvagio (ma soprattutto sconosciuto) mezzo di comunicazione e strumento di visibilità perversa. :D

Chi opera nel web marketing e nella comunicazione online dovrebbe interessarsi a questa “campagna” contro il web. Internet è un mondo sul quale noi pubblicitari online, sviluppatori e pensatori siamo influenti (in qualità di produttori di contenuti) e certi scenari rappresentano una barriere all’entrata per nuovi utenti.

Non lo considerate anche un ostacolo alle professioni del web? Come possono reagire secondo voi potenziali clienti non troppo esperti a messaggi del genere?