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L’affare “Vista Capable” continua a crescere

Problemi sempre più grandi per Microsoft citata in tribunale per come ha utilizzato gli adesivi "Vista Capable" su molti pc messi in vendita. Tali adesivi infatti secondo i querelanti avrebbero spinto i consumatori a pagare prezzi maggiorati

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Tre mesi servono a Microsoft per mettere a posto le cose, tre mesi di rinvio per evitare di avere troppi danni da una causa che ha già rivelato una certa ignoranza negli ambienti interni all’azienda su molte delle proprie azioni. Per ottenere dunque i tre mesi che servono è stato richiesto un rinvio alla corte che sta decidendo se concederlo o meno.

Un anno fa Microsoft è stata accusata di pubblicità ingannevole: gli adesivi che faceva apporre su molti pc messi in vendita e che recavano la scritta “Vista Capable” avrebbero secondo chi querela contribuito a indurre la gente a pagare di più per un computer che invece avrebbe avuto costi inferiori. Il caso ha già richiesto la consultazione di 50.000 pagine di mail interne che hanno rivelato che in molti nell’azienda non ne sapevano preoccupantemente nulla.

Ora da Redmond si sono appellati contro lo stato di class action attribuito alla causa chiedendo una revisione del giudizio della corte distrettuale la quale ha stabilito che Microsoft è equiparabile ad un cittadino di Washington (cosa che rende possibile la class action). Inoltre l’azienda è accusata di molte cose considerato che in effetti non vende pc e che a beneficiare semmai sarebbe stata anche (ad esempio) Intel.

Un’altra obiezione che proviene da Microsoft riguarda anche il fatto di come sia stata calcolata l’influenza dell’adesivo. Qualora fosse vero che gli adesivi Vista Capable hanno contriuito a rendere possibile un aumento dei prezzi a fronte di una tecnologia sempre uguale, come è stata calcolata e dimostrata l’influenza o la variazione?

L’obiettivo dunque per Microsoft è scongiurare una causa potenzialmente pericolosa. Per il carattere delle accuse l’azienda dovrebbe infatti far testimoniare molti impiegati, di fatto rallentando la produttività per moltissimo tempo. La stessa compagnia ha dichiarato: «Un procedimento simile costerebbe alla Microsoft una somma sostanziale per come occorra trovare il personale coinvolto e distrarlo dai suoi compiti. Inoltre sarebbe una causa molto intrusiva sulle decisioni di prezzo e sulle strategie dell’azienda e dei rivenditori».