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Un telefonino su cinque sarà Linux

Secondo alcune stime Linux colonizzerà qualcosa come il 20% dei telefonini in tutto il mondo. Le soluzioni saranno variegate, ma l'open source è destinato ad imporsi rosicchiando mercato tanto a Symbian quanto a Windows Mobile e altri ancora

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Seppure nell’immediato futuro non si avrà il pluri-rimandato Anno di Linux sul Desktop, sembra invece che il sistema operativo open source sia destinato a conquistare grosse fette di mercato nel settore della telefonia mobile. Infatti secondo le stime di ABI Research entro cinque anni Linux equipaggerà il 20% dei telefoni cellulari nel mondo. Non ci sarà una versione dominante sulle altre, ma piuttosto coesisteranno diverse soluzioni: si andrà da Google Android e dalla Open Handset Alliance fino alla soluzione proposta dalla fondazione LiMo (Linux Mobile) a cui partecipano, tra l’altro, Motorola, Samsung e Vodafone, passando anche per il sistema operativo Maemo, la distribuzione Linux che equipaggia le Internet Tablet prodotte da Nokia.

È interessante l’analisi che ABI Research fa sul rapporto che Linux avrà con gli altri concorrenti del settore. Linux si espanderà soprattutto a discapito di Symbian e di Windows Mobile, e permetterà di portare anche su dispositivi di fascia media le applicazioni finora relegate agli smartphone più costosi. Questo sarà possibile grazie, oltre che al costo inferiore di Linux rispetto alle soluzioni proprietarie, all’estrema versatilità del sistema creato da Linus Torvalds, e dalla possibilità di utilizzare questa versatilità per integrare nei telefoni le applicazioni Web e le applicazioni ibride native-Web. Infatti l’utilizzo di programmi sviluppati secondo gli standard dettati dal mondo del WWW permetterà di restare indipendenti dalla piattaforma su cui le applicazioni vengono fatte girare. Proprio per questo motivo la diffusione di Linux sui cellulari di tutto il mondo dovrà ringraziare l’iPhone di Apple, che ha dato la prima forte spinta allo sviluppo e all’utilizzo su vasta scala di tali applicazioni.

La possibilità di utilizzare applicazioni Web, inoltre, sarà vista dalle aziende anche come una naturale linea di confine tra il software open source e gli interessi commerciali delle società stesse. Infatti anche se alcuni grandi nomi hanno mostrato un interesse attivo nel software a codice aperto, e le società che operano nel settore presentano ottime trimestrali di cassa, sono ancora molte le aziende che guardano con diffidenza alla filosofia dell’open source come una scelta commerciale. La separazione netta che esiste tra le applicazioni web e il sistema su cui esse stanno girando, permetterà alle aziende di gestire senza condizionamenti le licenze e le modalità di accesso al software e ai servizi ad esso collegati.

Bisogna comunque tenere conto che si tratta di previsioni. Infatti se anche la fondazione LiMo e la Open Handset Alliance stiano lavorando per proporre una piattaforma consolidata e interoperabile, la disponibilità del software come open source potrebbe permettere anche ad altri soggetti di entrare nel settore, aggiungendo nuove variabili all’attuale situazione.