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MobileMe, ecco come Apple usa la tecnologia push

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Sono state tante le novità presentate da Apple al WWDC 2008, e la parte del leone l’ha sicuramente fatta l’iPhone 2.0. Ma c’è anche un’altra new-entry che ha attivato la mia attenzione: MobileMe.

Grazie a questo servizio, verranno sincronizzate email, contatti, calendario, foto e file tra più dispositivi, idealmente il Mac a casa, un PC Windows (Outlook) in ufficio e il proprio iPhone, in modo automatico e senza l’intervento dell’utente.

Per stessa ammissione di Apple, MobileMe cerca di replicare le stesse funzionalità di sincronizzazione offerte da un Exchange server, ma in ambito consumer, utilizzando l’approccio push, eliminando quindi la necessità di eseguire sincronie manuali dei propri dati, ma lasciando tutto nelle mani del server.

Di base, il servizio metterà a disposizione di ciascun utente 20 Gb di spazio da usare gratuitamente per i primi 2 mesi, dopodiché diverrà a pagamento, con un costo annuale di 79 euro, pagabile negli Apple Store. Interessante ancora una volta il penalizzante cambio euro dollaro 1:1, dato che in America i prezzi annunciati sono stati di $79 per l’uso individuale e $149 per piani familiari.

Riflettendoci bene, MobileMe ripropone in chiave “keep IT cool and simple” alcuni servizi già esistenti anche lato consumer (parlo di Funambol, per esempio), estendendone alcune funzionalità, legandolo ai suoi prodotti e beneficiando della risonanza mediatica che Apple ha molto ben saputo sfruttare negli anni.

Poi c’è anche la particolare situazione italiana, dove le tariffe di connessione alla rete in mobilità, necessarie per usufruire della sincronia push, sono ancora poco appetibili per l’utente medio. Magari però, quando i nostri gestori commercializzeranno l’iPhone 3G, tireranno fuori dal loro cilindro anche una tariffa che meglio si sposa con il suo utilizzo, un po’ come ha fatto H3G con il suo Skypephone. Voi cosa ne pensate?