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Applicazioni più leggere in Snow Leopard

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RoughlyDrafted Magazine svela alcune delle novità di “Snow Leopard”, la prossima incarnazione di Mac OS X.

Fin dalla sua prima apparizione, Snow Leopard è stato presentato come una revisione di Leopard con l’obiettivo di ottimizzarne l’efficienza e la velocità di esecuzione.

Secondo RoughlyDrafted questa ottimizzazione passa anche per una riduzione delle dimensioni delle applicazioni preinstallate.

Il MacBook Air è stato il primo Mac con un disco rigido allo stato solido (opzionale) ma probabilmente non sarà l’ultimo.

Sempre sul fronte delle prestazioni, infatti, Apple sembra voler puntare sempre più sui nuovi dischi allo stato solido, più resistenti e più veloci dei classici dischi EIDE/SATA.

Il problema è che questi dischi sono ancora meno capienti dei classici Hard Disk; Apple ha quindi deciso di ridurre le dimensioni delle applicazioni per lasciare più spazio ai documenti personali e occupare meno risorse possibili.

Leopard richiede circa 9GB di spazio libero sul disco e l’installazione delle applicazioni di iLife occupa altri 3GB. Sono valori ancora troppo alti per computer basati su dischi allo stato solido, valori che corrispondono ad esempio al 20% dello spazio disponibile sul disco rigido SSD del MacBook Air.

Nella prima beta di Snow Leopard, distribuita dopo il WWDC, le applicazioni sono già state notevolmente ridimensionate.

La cartella “Utility” del nuovo Mac OS X occupa 11.6MB contro i 468MB di Leopard; Mail è passato da 287 a 91 MB, iChat da 111 a 52 MB, iCal da 89 a 48MB, Automator da 29 a 3MB e così via…

Tutte queste applicazioni sono state ridotte in termini di spazio occupato su disco grazie a tecniche di ottimizzazione del codice e condivisione di risorse, ma probabilmente anche grazie all’abbandono della piattaforma PPC.

Una ulteriore diminuzione dello spazio occupato, potrebbe presto arrivare dalla indipendenza dalla risoluzione dell’interfaccia che permetterebbe di sostituire elementi grafici bitmap con elementi vettoriali meno ingombranti.

Anche la gestione delle localizzazioni delle applicazioni potrebbe contribuire al risparmio di spazio.

Sembra che alla Apple abbiano deciso che è inutile includere il supporto a 18 lingue contemporaneamente in tutti i programmi e stiano lavorando a un sistema centralizzato che permetta a tutti i programmi di recuperare le stringhe localizzate quando necessario.

Lo snellimento delle applicazioni passa però anche per la collaborazione di Apple con la comunità open source. Recentemente, infatti, è emerso il grande interesse della casa di Cupertino verso SproutCore e l’architettura LLVM “Low Level Virtual Machine”.

La prima dovrebbe permettere di realizzare applicazioni Web complesse più leggere e veloci e funzionanti senza il bisogno di plugin per il browser; la seconda permette di creare applicazioni più piccole e veloci, integrando codice proveniente da vari linguaggi di programmazione.

Insomma, Apple sta facendo di tutto per snellire Mac OS X e questo non fa che confermare l’attenzione della casa di Cupertino per il mercato dei portatili e dei sub-notebook, un mercato ancora sconosciuto da Apple che sta facendo la fortuna di ASUS.