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Olimpiadi, il browser difende dai biglietti finti

Nonostante alcuni siti web vendano falsi biglietti per le Olimpiadi, non sempre l'intervento delle autorità è così rapido da evitare le truffe. Gli strumenti informatici, però, possono tutelare l'utente con maggiore rapidità, evitando il peggio

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Si moltiplicano i casi dei falsi biglietti per le Olimpiadi venduti illecitamente sul web. L’evento sta per prendere il via in Cina, ma a pochi giorni dalla cerimonia inaugurale continuano i discorsi che hanno già impegnato i mesi precedenti: troppi siti web mettono in circolazione biglietti falsi (cavalcando la seria difficoltà del reperirne tramite i canali ufficiali) senza che né le autorità, né il comitato organizzatore, sappiano porre rimedio.

A dimostrazione del fatto che sul web la sicurezza è anzitutto rappresentata da un adeguato aggiornamento tecnologico ed una alta soglia di attenzione, uno dei siti incriminati per i biglietti falsi è oggi inibito a quanti usano browser di nuova generazione in grado di diffidare dall’uso di taluni strumenti a tutela dell’integrità dell’esperienza web. Il sito indicato è denominato Beijing Ticketing e Reuters ne ha testé raccolte le accuse degli utenti defraudati: «Sapevano dell’esistenza di questi siti da mesi e non hanno fatto nulla […] Hanno spezzato le speranze e i sogni di migliaia di persone che progettavano da anni di assistere ai Giochi». L’agenzia ricorda come sul sito siano in vendita biglietti per la cerimonia inaugurale (2150 dollari), ma le accuse raccolte sconsigliano dal procedere ad operazioni d’acquisto. Il sito, a pochi giorni dall’inizio dei Giochi Olimpici, è ancora aperto. Ma gli utenti Internet Explorer non vi accederanno.

Le ultime versioni del browser contengono filtri di sicurezza che, a breve tempo dalla segnalazione dei pericoli, inibiscono la visita di un sito web consigliando di prestare attenzione a causa di particolari motivi d’allarme. Nel caso specifico il monito di IE8 è generalmente il seguente: «This website has been reported to Microsoft for containing threats to your computer that might reveal personal or financial information». All’apertura delle finestra contenente dettagli sul caso, l’indicazione è quella di un pericolo di phishing da rifuggire: un click sull’icona verde avvierà al di fuori del sito senza colpo ferire.

Sebbene Firefox ancora non inibisca l’accesso al sito, con tutta probabilità l’url verrà filtrato non appena le accuse troveranno minima conferma. Ad oggi i truffati sarebbero già centinaia: «Truffa sul Web per i tifosi olimpici: centinaia di persone in tutto il mondo sono state ingannate da alcuni siti Internet che vendevano biglietti falsi per i Giochi di Pechino, secondo quanto riferito dalle autorità organizzatrici […] Tra coloro che sono stati truffati ci sono le famiglie degli atleti australiani e neozelandesi, acquirenti provenienti dagli Stati Uniti, dal Giappone, dalla Norvegia, dalla Cina, e dalla Gran Bretagna».

Il CIO avrebbe presentato 6 denunce per altrettanti siti web nei giorni scorsi. L’iniziativa appare però tardiva e con ogni probabilità priva di efficacia. L’accusa contro l’organizzazione, pertanto, mette all’indice proprio i sospetti tempi di intervento, tali da lasciar aperte le possibilità della truffa portata avanti. L’uso di strumenti antiphishing ha evitato il problema più di ogni autorità: sito fermato, acquisto inibito.