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Il primo cellulare? Forse meglio dell’ultimo

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Si dice che il primo amore non si scorda mai: aggiungo io che anche il primo cellulare non si scorda mai. Vi sfido a non ricordare qual è stato il primo telefonino che vi è capitato tra le mani o qual è stata la prima persona che avete chiamato o alla quale avete mandato un SMS.

Per molti di voi il primo incontro col cellulare potrebbe essere avvenuto molti anni fa, quando questi telefonini sembravano davvero compatti e maneggevoli: vi sarà sicuramente capitato, invece, di provare un certo senso di incredulità quando, magari dopo anni, li avete riesumati da qualche vecchia scatola e vi siete accorti che le differenze con gli attuali terminali, in quanto a dimensioni, erano davvero abissali.

Nonostante ne sia passata di acqua sotto i ponti, però, c’è chi ancora rimpiange l’estrema praticità dei vecchi dispositivi: è fuori discussione, infatti, che anche nei nuovi cellulari il consumatore continui imperterrito a esigere in primis comodità e immediatezza, e in seconda battuta linee futuristiche e applicazioni stellari che, in fin dei conti, lasciano il tempo che trovano.

Che la vera carta vincente sia una nuova ricerca della semplicità, quella semplicità che rendeva i nostri primi cellulari così unici? Giro la risposta agli esperti del settore e nel frattempo mi stupisco un po’ notando che un vecchio mostro sacro come il Nokia 3310 continua a ricevere messaggi d’affetto dal popolo della rete per il suo inarrivabile esempio di funzionalità e praticità.