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Chi ha detto più volte “promise”? Obama o McCain?

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Tempo fa si fece molto parlare di Wordle, software da browser capace di trasformare in una specie di tag cloud qualsiasi blocco di testo. In sostanza si inserisce una qualsiasi sequenza di parole (anche un libro intero, anche tutta la Sacra Bibbia) e Wordle calcola la frequenza con cui ricorrono le parole. Le più ricorrenti (eliminando automaticamente la gran parte degli articoli) le visualizza in una specie di nuvola dove quelle più grandi sono le più usate.

La cosa è molto carina e tanto si era dibattuto sulla possibile utilità di tutto questo, non perchè tutto debba avere necessariamente un’utilità quanto perchè a tutti sembrava di intravederne una dietro l’angolo. Ecco quell’utilità non si è mai trovata e Wordle come tutte le cose è un po’ passato.

Ora però Wired l’ha utilizzato per passare al setaccio i discorsi dei rappresentanti del partito democratico e di quello repubblicano alle rispettive convention e il risultato è finalmente qualcosa di utile.

Uno strumento non certo definitivo ma comunque necessario per capire le strategie comunicative dei singoli candidati e utile a compiere studi relativi in materia.