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Google sposa la causa di OpenID

Dopo averne valutato le potenzialità e i possibili problemi tecnici, Google ha deciso di impegnarsi concretamente nell'iniziativa di OpenID tesa a semplificare e uniformare gli account per gli accessi ai servizi della Rete. Una prima API è già pronta

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Dopo la recente decisione di Microsoft di aderire a OpenID con i suoi account Windows Live, è ora il turno di Google, che da poche ore ha annunciato la decisione di aderire più concretamente allo standard aperto per l’identificazione in Rete. Nel corso delle ultime settimane, un team di sviluppatori della sezione Code di Google ha analizzato la possibilità di rendere compatibili gli account di Mountain View con lo standard OpenID, valutando la fattibilità del progetto da un punto di vista principalmente tecnico.

Terminata una prima fase conoscitiva, ora i tecnici di Google avvieranno una serie di test aperti per mettere a punto e affinare il sistema legato a OpenID. Gli sviluppatori di Mountain View hanno rilasciato una prima API che verrà distribuita a un numero limitato di provider che già supportano lo standard per l’identificazione univoca degli utenti in Rete. In via sperimentale, gli utenti avranno la possibilità di effettuare, ad esempio, il login con OpenID al portale Zoho.com.

«Ora offriamo l’opportunità a tutti i nostri utenti di effettuare il login a ZoHo utilizzando il loro account Google, evitando la necessità di dover creare ulteriori login e password» ha dichiarato Raju Vegesna per ZoHo. Come specificato nel blog di Google Code, la prima versione della API utilizzerà il protocollo OpenID 2.0, consentendo così ai siti web partecipanti di verificare rapidamente l’identità di un utente attraverso il suo account Google ed eliminando la necessità di dover ricordare una user ID e una parola d’ordine differente per ogni singolo sito utilizzato.

Il principio di funzionamento concepito dagli sviluppatori di Google per l’account unico sembra essere relativamente semplice. Collegandosi a un sito che supporta OpenID e gli account di Mountain View, ogni utente avrà la possibilità di inserire il proprio indirizzo Gmail per effettuare il primo login. Riconosciuto il dominio dell’account di posta elettronica, il sito web provvederà a rinviare l’utente a una pagina di Google, attraverso la quale l’internauta potrà confermare la propria identità per poi essere nuovamente reindirizzato sul sito ove stava eseguendo il login.

L’entrata in scena di Microsoft, Yahoo, Google e numerosi altri protagonisti del Web nel progetto OpenID potrebbe comportare nel medio periodo numerosi vantaggi per gli utenti, scremando la mole sempre più crescente di account e password da ricordare per accedere ai servizi in Rete.