La FCC indagherà sull’esclusiva tra iPhone e AT&T

Una commissione di senatori si è riunita per chiedere formalmente alla FCC di indagare se gli accordi tra operatori mobili e costruttori di telefoni siano un danno per il mercato o se invece, come sostengono i carrier, non siano un’importante innovazione

Ci si è abituati in poco tempo, ma ancor nessuno aveva seriamente sollevato la questione per cui le alleanze tra gli operatori mobili e i costruttori di telefoni siano o meno convenienti per il mercato. Lo fanno adesso quattro senatori, tra cui John Kerry, che hanno chiesto alla Federal Communications Commission di indagare sulla questione. L’iPhone, inevitabilmente, è al centro delle attenzioni.

Il timore è che simili accordi finiscano per limitare le possibilità di competizione e quindi di libero mercato in un settore in rapida espansione come quello della telefonia cellulare. Sotto i riflettori chiaramente sarà anzitutto l’accordo tra AT&T e iPhone, uno dei primi, più importanti e più di successo del suo genere.

La cosa non è una totale novità: già nel 2008, infatti, la Rural Cellular Association (un gruppo di 90 piccoli operatori mobili che inseme coprono il 73% del territorio statunitense) si era rivolta alla FCC chiedendo di pronunciarsi su tali accordi. Stavolta però, anche per l’importante appoggio in Senato, sembra che le cose si muoveranno e in fretta. Qualora fossero riscontrate delle irregolarità si potrebbe incorrere in una revisione del mercato.

Chi avversa simili accordi sostiene che possono costituire un danno molto forte ai piccoli operatori che di fatto sono tagliati fuori dalla competizione sui telefoni più importanti e attesi mentre i carrier più influenti sostengono che simili nuove tipologie di contratti sono ciò che guida l’innovazione nel mercato. Ma c’è anche il problema dell’inibizione di alcune importanti funzioni dei telefoni che alle volte non possono essere liberamente interfacciati ai pc o essere utilizzati nella più totale libertà di tutte le loro funzionalità.

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