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Google Maps e la Cina: nulla è cambiato

Nessuna versione modificata ad hoc del servizio e nessun ritorno dell'applicazione mobile ufficiale: non ci sono novità per la piattaforma Maps in Cina.

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In molti hanno riportato nelle ultime ore la notizia di un presunto ritorno di Google Maps in Cina, dopo anni e anni di stop del servizio. Non è così: la piattaforma non è mai stata messa offline e mai è stata resa inaccessibile agli utenti del paese asiatico. A chiudere definitivamente la discussione è il gruppo di Mountain View, con un intervento affidato alle pagine di Reuters.

Tutta conseguenza di un malinteso: l’articolo, inizialmente pubblicato dalla testata Nikkei (al momento la pagina non è più raggiungibile), è stato poi ripreso da molti siti a livello globale. La verità è però che Maps non ha mai smesso di essere disponibile per l’utenza cinese, a differenza di altri servizi gestiti da Google, ma solo ed esclusivamente attraverso l’interfaccia desktop. Dal 2010 non è infatti possibile scaricare, installare né utilizzare l’applicazione mobile ufficiale della piattaforma, almeno non in via ufficiale. Queste le parole di Taj Meadows, portavoce di bigG per il paese.

Non ci sono stati cambiamenti per Google Maps in Cina. I servizio è rimasto accessibile dai desktop per anni, ma non ha una presenza ufficiale all’interno degli store Android e iOS nel territorio.

Nikkei ha parlato anche di una versione della piattaforma accessibile da browser desktop appositamente modificata per la Cina e di una nuova app destinata agli smartphone, che però ora sembra non risultare presente sugli store. Quest’ultima avrebbe permesso di consultare le mappe, ma non di avviare la navigazione stradale, indirizzando verso un software esterno sviluppato da AutoNavi (controllata da Alibaba Group Holding) per ottenere le indicazioni.

Il rapporto che lega Google al paese asiatico è stato alquanto tribolato negli anni scorsi, ma di recente sembrano essersi aperti spiragli per un riavvicinamento: il mese scorso bigG ha annunciato l’apertura dell’AI China Center di Pechino che si occuperà di ricerca sull’intelligenza artificiale e alcune indiscrezioni vorrebbero una nuova divisione hardware in procinto di avviare la propria attività a Shanghai.

Fonte: Reuters • Via: Engadget