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Fujifilm X-H1: Lisboa, obrigado!

Una giornata nella capitale portoghese con la new entry del catalogo Fujifilm: abbiamo messo alla prova X-H1 nella fotografia e nella registrazione video.

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Lisbona è mare e ripide salite, passeggiate sulla sabbia e scale che si aggrovigliano, orizzonti che tendono all’infinito e piastrelle in ceramica sulle mura dei vicoli. Una città dalla doppia natura, segnata da secoli di dominazioni e liberazioni, da contaminazioni e cicatrici che ancora oggi mostra con fierezza, location perfetta per mettere alla prova un prodotto che fa della bivalenza un tratto distintivo: la nuova Fujifilm X-H1.

Um dia com o X-H1

Abbiamo avuto modo di passare una giornata con la mirrorless in occasione dell’evento eXperience 2018. Troppo poco per poter formulare un giudizio completo ed esaustivo sul prodotto, ma sufficiente per testarne le potenzialità in una serie di scenari differenti: dalla cattura di immagini in movimento al ritratto, fino al wedding, senza dimenticare la registrazione video. Come già detto, la X-H1 ha proprio nella sua doppia natura uno dei principali punti di forza: offre tutto ciò che si può cercare in una fotocamera evoluta e al tempo stesso una grande libertà d’azione e configurazione a chi desidera impiegarla in qualità di camcorder.

Abbiamo raccolto in una galleria su Flickr una serie di scatti di prova a piena risoluzione, utili per capire quali siano le potenzialità della nuova mirrorless del catalogo Fujifilm abbinata alle ottiche della serie Fujinon.

Fujifilm X-H1

Um

Il corpo diventa forma e il movimento si fa espressione. Nel workshop curato dalla fotografa francese Agathe Poupeney abbiamo cercato di catturare e racchiudere in un fotogramma l’arte della danza, sperimentando l’utilizzo del flash e lasciandoci ispirare dalla disponibilità dei due ballerini in scena. Talvolta cerchiamo un’immagine ed è lei a trovare noi: in un attimo, nel mirino, tutto ci appare perfetto, è il gesto ad incorniciare se stesso. Click.

Fujifilm X-H1: workshop danza curato da Agathe Poupeney

Fujifilm X-H1: workshop danza curato da Agathe Poupeney (immagine: Flickr).

Dois

Nella luce soffusa di una biblioteca ci siamo cimentati con il ritratto, affiancati dal fotografo polacco Szymon Szczesniak. Seguendo il suo unico consiglio (“niente fretta”) ci siamo dimenticati per qualche minuto delle performance della X-H1 in termini di reattività, dedicando ogni sforzo ad analizzare l’illuminazione naturale del set e ad entrare in sintonia con i soggetti da immortalare. È bastato montare un’ottica dall’apertura generosa (35 mm, f/1.4) perché scattasse la magia.

Fujifilm X-H1: workshop ritratto curato da Szymon Szczesniak

Fujifilm X-H1: workshop ritratto curato da Szymon Szczesniak (immagine: Flickr).

Três

Due modelli, la luce che filtra da piccole finestre e un gioco di sguardi. Il fotografo italiano Riccardo Spatolisano ci ha svelato qualche trucco per ottenere risultati di sicuro impatto quando si è chiamati a immortalare eventi come un matrimonio. È stata l’occasione perfetta per mettere alla prova le abilità della X-H1 nelle situazioni di scarsa illuminazione. La macchina ne esce a testa alta: stabilizzazione perfetta e ottima gestione del rumore anche a ISO elevati.

Fujifilm X-H1: workshop wedding curato da Riccardo Spatolisano

Fujifilm X-H1: workshop wedding curato da Riccardo Spatolisano (immagine: Flickr).

Quatro

L’ultimo dei quattro workshop è stato dedicato alla registrazione video, altro ambito in cui la X-H1 assicura prestazioni e versatilità ben al di sopra di una tradizionale fotocamera. Accompagnati dall’esperienza del portoghese João Carlos abbiamo messo alla prova l’acquisizione di clip con framerate elevato, così da poter poi dar vita a suggestivi slow motion, come nel caso del filmato seguente.

A tal proposito segnaliamo l’introduzione dell’opzione Eterna tra le modalità di Simulazione Pellicola, che secondo Fujifilm è in grado di restituire un risultato dallo stile cinematografico. Aggiungiamo infine che, scegliendo di abbinare alla mirrorless il Vertical Power Booster, è possibile estendere (oltre all’autonomia) la durata massima di ogni file a 30 minuti, anche in formato 4K. Inoltre, l’unità integra il jack audio assente sul corpo macchina, di certo un valore aggiunto per i videomaker.