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Dispositivi IoT, ARM integra la SIM nel processore

ARM iSIM è un chip integrato nel processore che fornirà la connettività mobile ai dispositivi IoT, occupando uno spazio inferiore a quello delle eSIM.

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Entro il 2025, oltre 4 miliardi di dispositivi IoT avranno una connettività cellulare. La scheda SIM viene da tempo utilizzata come sistema sicuro per confermare l’identità dell’utente, ma non permette il cambio del proprietario e dell’operatore telefonico. ARM ha quindi sviluppato una soluzione più flessibile e scalabile che prevede l’integrazione della SIM direttamente nel processore.

Un anno fa, la GSMA ha annunciato le specifiche della embedded SIM (eSIM), una scheda programmabile che permette di cambiare facilmente operatore, senza spostare fisicamente la card, oppure usare lo stesso abbonamento per diversi dispositivi. Il chip misura 6×5 millimetri e oggi viene usato soprattutto negli smartwatch. La iSIM (integrated SIM) di ARM occupa uno spazio ancora minore, essendo integrata nel SoC, accanto alla CPU e al modem. La soluzione è basata sul software Kigen OS che rispetta le specifiche eUICC della GSMA. La sicurezza è invece garantita dalla tecnologia ARM CryptoIsland.

Come detto, il vantaggio principale della iSIM è la diminuzione dello spazio occupato. Si tratta quindi di una soluzione particolarmente adatta per i piccoli dispositivi IoT che necessitano di una connettività mobile, come i sensori wireless. La diffusione della iSIM potrebbe ricevere l’appoggio degli operatori telefonici, in quanto vedrebbero aumentare il numero di dispositivi collegati alle loro reti.

ARM ha solo progettato il chip, mentre la sua realizzazione effettiva sarà compito dei partner. I primi dispositivi dovrebbero arrivare sul mercato entro fine anno. L’azienda parlerà di questa soluzione hardware durante il keynote organizzato al Mobile World Congress 2018 di Barcellona.

Fonte: ARM • Immagine: PxHere