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Google Play: 14 giorni per il rimborso dei servizi

Novità per gli utenti europei relative alle procedure di rimborso per la sottoscrizione ai servizi attraverso la piattaforma Play Store di Google.

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Play Store è la piattaforma di Google attraverso la quale accedere all’acquisto e/o al download di applicazioni e giochi, ma non solo: è ormai da molto tempo un vero e proprio ecosistema per la distribuzione dei contenuti multimediali e per l’accesso ai servizi, alcuni dei quali offerti con la formula dell’abbonamento. Oggi il gruppo di Mountain View introduce una novità che ci riguarda da vicino.

Si tratta di una modifica alla policy relativa all’ottenimento di un rimborso in seguito al recesso di un contratto relativo ai servizi acquistati. Per quanto riguarda l’area europea (dunque compresa l’Italia) il periodo di tempo a disposizione dell’utente per chiedere e ottenere la restituzione della somma versata sale a 14 giorni, come previsto dalla normativa in vigore nel vecchio continente. Si faccia attenzione: questo non vale per le app comprate né per i giochi scaricati previo pagamento, per i quali il termine rimane fissato entro le due ore. Riportiamo dunque quanto compare sulle pagine del supporto ufficiale per meglio comprendere in cosa consiste la novità.

Servizi digitali: per legge, l’utente gode del diritto automatico di recesso dai contratti relativi agli acquisti di servizi digitali per 14 giorni dopo aver effettuato l’acquisto. Ad esempio, se acquista servizi di archiviazione di file su Google Play, l’utente può annullare l’acquisto entro 14 giorni per ottenere un rimborso completo. Inoltre, può richiedere un rimborso qui o usare questo modulo per recedere. Dopo i primi 14 giorni non sarà possibile ottenere un rimborso (o qualsiasi altro rimedio alternativo) a meno che i servizi non siano difettosi, non disponibili o non funzionino come dichiarato.

Per fare chiarezza, i 14 giorni fanno riferimento alla sottoscrizione di servizi come può essere l’accesso a uno spazio cloud per lo storage online dei propri dati, ma non all’abbonamento relativo ai contenuti digitali come nel caso di quello per la visione dei film o per l’ascolto della musica in streaming. In queste situazioni non resta che disattivare il rinnovo automatico e usufruirne fino alla scadenza del periodo pagato.

Fonte: Google • Via: Android Police