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iPhone 2019: nuovi dettagli sulle tre fotocamere

Nuove conferme sulla tripla fotocamera che potrebbe apparire sugli iPhone nel 2019: servirà per funzioni 3D connesse alla realtà aumentata.

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A poche settimane dalla presentazione dei nuovi iPhone, già si discute sulle edizioni degli smartphone che Apple potrebbe presentare nel corso del 2019. E torna in voga un’indiscrezione emersa qualche settimana fa, relativa all’introduzione di ben tre fotocamere per i dispositivi. Non propriamente una novità nell’universo mobile, considerando come produttori come Huawei già sfruttino questa tecnologia, tuttavia pare che dalle parti di Cupertino si voglia declinare il sistema oltre alle foto.

L’indiscrezione odierna proviene dall’Economic Daily News, testata di Taiwan vicina ai partner produttivi di Apple in Asia. Secondo quanto reso noto, Apple starebbe pensando a un iPhone dotato di ben tre fotocamere posteriori, come già avviene per competitor quali Huawei, così come già accennato. La declinazione potrebbe essere però ben diversa da quanto apparso sul mercato sino a oggi.

Per Cupertino, l’aggiunta di un terzo obiettivo potrebbe essere funzionale al rilevamento 3D degli ambienti, per migliorare sensibilmente tutte le prestazioni della realtà aumentata, un ambito su cui Apple ha investito molto. Differente quindi l’applicazione rispetto a Huawei, che ha scelto questa configurazione per fornire maggiore controllo sulle fotografie, anche se non propriamente nuova sul mercato. Il Lenovo Phab 2 Pro, infatti, presenta una configurazione del tutto analoga, proprio orientata alla realtà aumentata.

La vera novità, tuttavia, potrebbe essere insita nel meccanismo delle lenti. Oltre all’introduzione di uno zoom ottico da 3X, Apple starebbe testando una tecnologia che permettere agli obiettivi di inclinarsi sul piano orizzontale, affinché si possano riprendere scene da più angolazioni diverse, senza spostare il dispositivo.

Va però sottolineato come alcuni analisti smentiscano l’ipotesi di una terza fotocamera, preferendo invece l’idea di un puntatore laser. Il terzo occhio del device, di conseguenza, non sarebbe un obiettivo ma una fonte di emissione di luce: il laser, rimbalzando sugli oggetti presenti nella scena, permetterebbe al device di ottenere un’accurata rappresentazione 3D degli ambienti.