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LinkedIn e il recruiting ai tempi dei social

Le modalità di ricerca del personale e l'iter che porta a nuove assunzioni risentono sempre più dell'influenza di dinamiche tipiche dei social media.

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500 milioni di professionisti iscritti a una rete globale, 11 milioni solo in Italia: il primo obiettivo di LinkedIn è sempre stato e continua a essere quello di favorire e semplificare l’interazione tra le parti, da un lato le aziende alla ricerca di nuovi collaboratori da integrare nel proprio organico, dall’altra i candidati pronti a occupare le posizioni aperte. Il recruiting ai tempi del social presenta dinamiche profondamente mutate rispetto a quelle del passato e in costante evoluzione, in linea con i cambiamenti propri della digital transformation.

La natura stessa di LinkedIn è evoluta negli oltre quindici anni di attività della piattaforma, per meglio rispondere alle esigenze della propria community, aderendo ad alcuni trend imposti dal mercato e contribuendo a definirne altri. Quella che un tempo poteva essere considerata esclusivamente una vetrina in cui esporre il proprio curriculum e le proprie competenze, oggi viene equiparata a un vero e proprio network all’interno del quale creare e consolidare relazioni, ovviamente con un focus sul business.

La rivoluzione introdotta da LinkedIn può essere sintetizzata nell’abbattimento della “natura formale” che in passato ha contraddistinto il rapporto tra azienda e lavoratori. Si è così arrivati a disporre di strumenti utili ad avvicinare i due capi della comunicazione, sgombrando il campo da ogni altro intermediario e introducendo nuove modalità. Un percorso ben descritto dall’incontro DayIn 2018 andato in scena nella giornata di ieri presso la sede italiana del gruppo, che ha visto intervenire partner come Amplifon e Snam, che da qualche tempo integrano i tool di LinkedIn all’interno della propria strategia.

LinkedIn: DayIn 2018

Si parla di partnership, non a caso, poiché il ruolo del network non vuol essere quello di un’entità che cala dall’alto le proprie soluzioni lasciando che siano poi le società a studiare come trarne il meglio. LinkedIn, invece, affianca le realtà professionali definendo con loro una strategia funzionale al raggiungimento dell’obiettivo prefissato. Così Moreno Ferrario, Senior Sales Manager di LinkedIn Italia, descrive gli strumenti offerti alle aziende.

Soluzioni pensate per aiutare le imprese di ogni dimensione nell’evoluzione del proprio business, che possono essere personalizzate per rispondere a qualsiasi esigenza di ognuna delle oltre 300.000 aziende presenti oggi su LinkedIn in Italia, andando dalla comunicazione di brand alla talent acquisition e passando da attività di advocacy al job posting.

Il primo caso di successo presentato durante l’incontro è quello di Amplifon, una realtà che vanta 10.000 punti vendita e circa 14.000 dipendenti distribuiti in tutto il mondo. Un’azienda in forte crescita, con oltre 2.000 nuovi collaboratori assunti solo nel 2017, molti dei quali giovani o addirittura alla prima esperienza lavorativa post-formazione. LinkedIn si inserisce in questo caso nella strategia di ricerca dei professionisti da inserire nelle proprie fila, ma non solo: contribuisce a uniformare la comunicazione a livello globale, così da operare come una One Company, in modo allineato e coerente in tutti i paesi.

La partnership si struttura attraverso la definizione di un piano editoriale e di campagne mirate che hanno tra i loro scopi quello di aumentare il numero dei follower. A chi si occupa di recruiting vengono inoltre fornite analytics e una dashboard per la comunicazione interna. Per Amplifon il prossimo step da compiere è quello di lavorare sul personal branding, attraverso la piattaforma, creando così figure autorevoli che possano comunicare al meglio i prodotti, le innovazioni e i valori del gruppo. Queste le parole di Francesca Morichini, Chief HR Officer.

Grazie anche alla collaborazione con LinkedIn siamo riusciti a operare anche nel campo della talent acquisition come una One Company nella quale tutte le attività fanno riferimento a un unico grande hub digitale supportato da social media e comunicazione. Questo percorso ci ha portato a consolidare ancora di più l’awareness del nostro brand a livello globale.

Un altro caso presentato dal DayIn 2018 è quello di Snam, realtà fortemente legata al nostro paese per le sue origini e per le modalità in cui opera. Pur non trattandosi di un’azienda che vede nel target consumer i suoi clienti, LinkedIn torna utile per fare content marketing, comunicando all’esterno iniziative e informazioni che altrimenti difficilmente arriverebbero alla collettività: ad esempio quelle legate alla tutela del patrimonio archeologico sul territorio o il ruolo del gas nel processo di transizione verso forme di energia maggiormente sostenibili.

Anche per Snam tra gli obiettivi della collaborazione con la piattaforma c’è la volontà di porsi in tutti i paesi in cui opera come una One Company. Ecco che LinkedIn torna dunque utile assumendo il ruolo di fulcro centrale per la comunicazione social, mediante la distribuzione di contenuti originali e mirati. La strategia prevede inoltre che recruiting ed engagement vadano di pari passo, rinnovando così una dinamica che oggigiorno va ben oltre il semplice invio di un curriculum. Ecco un estratto dall’intervento di Paola Boromei, EVP Human Resources & Organization.

LinkedIn si è rivelato uno strumento prezioso per aumentare la brand awareness e l’attrattività di Snam agli occhi di professionisti e giovani talenti, ai quali ci rivolgiamo. La nostra strategia di employer branding si è basata su una comunicazione più colloquiale, a rappresentare il patrimonio unico di conoscenze e competenze dell’azienda ma anche la profonda trasformazione culturale che stiamo vivendo, con una rinnovata centralità delle persone.

Immagine: JasonDoiy / iStock