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Dipinto da un’IA, venduto per 432mila dollari

Si chiama Ritratto di Edmond Belamy ed è stato creato da un'algoritmo alimentato con dipinti realizzati tra il XIV e il XX secolo.

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Il primo quadro dipinto da un’intelligenza artificiale è stato venduto per 432mila dollari. Tutto è avvenuto presso la famosa casa d’aste newyorkese Christie’s, dove durante la giornata del 25 ottobre è stato battuto all’asta “Il Ritratto di Edmond Belamy”, un’opera realizzata dal gruppo francese Obvious, un trio di tre studenti venticinquenni francesi che hanno l’obiettivo di “spiegare e democratizzare” l’intelligenza artificiale attraverso l’arte. La firma degli autori del quadro è presente nell’algoritmo che lo ha generato.

La base dell’asta oscillava tra i 7 ed i 10 mila dollari, ma alla fine la transazione ha raggiunto i 432.500 dollari. Per il momento non si conosce l’identità dell’acquirente, che durante l’asta ha dimostrato fin da subito il suo interesse nei confronti dell’opera d’arte. Non a caso infatti ha rilanciato di continuo delle offerte sempre superiori attraverso il proprio telefono e la piattaforma online Christie’s Live. Inoltre esiste un ritratto della stessa serie che all’inizio dell’anno è stato venduto per 10 mila Euro al collezionista parigino Nicolas Laugero-Lassere, che ha reso noto di averlo appeso accanto a una stampa di Andy Warhol.

Come è stato creato il quadro dipinto da un’intelligenza artificiale

Per la realizzazione del quadro è stata utilizzata la tecnologia di intelligenza artificiale Generative Adversarial Network. Il soggetto finale fa parte di una famiglia composta da undici ritratti di una famiglia immaginaria. L’algoritmo è stato addestrato grazie a 15 mila dipinti realizzati tra il XIV e XX secolo. Dopo aver imparato tutte le tecniche di pittura l’algoritmo ha iniziato a lavorare alla realizzazione del dipinto.

Il gruppo Obvious alla fine non ha fatto altro che scaricare il disegno, stamparlo ed incorniciarlo. Sul quadro dal titolo “Il Ritratto di Edmond Belamy” è stata inserita la firma digitale dell’algoritmo in basso a sinistra. Il nome Belamy invece vuole rendere omaggio allo sviluppatore Ian Goodfellow, il cui cognome in francese si traduce in “bel ami“.