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Hubble funziona, riprendono attività scientifiche

Hubble è rientrato nel pieno possesso delle proprie funzioni grazie ai sistemi di riserva e ora potrà continuare il suo viaggio.

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Il telescopio spaziale Hubble funziona di nuovo dopo aver trascorso gli ultimi 20 giorni in modalità provvisoria per un malfunzionamento dei suoi giroscopi. Hubble è in orbita intorno alla Terra e dopo il suo ripristino ha ripreso le proprie attività scientifiche di osservazione. I giroscopi sono degli strumenti utilizzati per puntare Hubble verso le aree che deve osservare, consentendogli di mantenere la stessa posizione per periodi di tempo anche molto lunghi. Non a caso essi vengono utilizzati anche per le operazioni di osservazione degli oggetti spaziali più distanti.

Il telescopio spaziale ha all’attivo 30 anni di osservazioni, ma dopo un brevissimo periodo trascorso in modalità provvisoria adesso Hubble è rientrato nel pieno possesso delle proprie funzioni grazie ad alcuni sistemi di riserva. Questi gli hanno consentito di poter contare di nuovo su tre giroscopi per tornare a effettuare le proprie operazioni di osservazione.

Nei giorni scorsi le manovre di riparazione sono state portate avanti letteralmente “spegnendo e accendendo“, anche se ovviamente è stato molto più complesso rispetto al premere due volte un tasto. I giroscopi servono a orientare di nuovo il telescopio consentendogli di mantenere sempre la stessa posizione per l’osservazione degli oggetti spaziali più lontani. Spegnendo e riaccendendo, spostando Hubble davanti e indietro e utilizzando due modalità (high mode alta low mode) si è tornati alla normalità.

Hubble ha lavorato molto più tempo rispetto a quanto si prevedeva, è infatti in funzione da 28 anni ininterrotti, durante i quali ha fornito delle importantissime osservazioni che hanno contribuito a comprendere meglio le caratteristiche del nostro sistema solare. Il telescopio si trova a più di 560 chilometri dalla Terra, dove comunque subisce l’influsso delle particelle della parte alta dell’atmosfera, che stanno provocando un rallentamento facendolo avvicinare al nostro pianeta. Il suo rientro è previsto tra pochi anni.

Fonte: NASA • Immagine: NASA