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Samsung presenta il display flessibile

Durante la prima giornata della Developer Conference, Samsung ha presentato l'Infinity Flex Display, che verrà montato a bordo del Galaxy X.

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Alla fine il display flessibile di Samsung è arrivato. Non lo ha fatto a bordo di uno smartphone, non ancora almeno, ma in quanto tecnologia evoluta, finalizzata e pronta da essere montata sul Galaxy X, che vedremo “nel corso dei prossimi mesi”, come ha spiegato la compagnia tramite i suoi portavoce sul palco della Developer Conference in corso negli States.

Si chiama Infinity Flex Display ed è la naturale evoluzione dell’odierno Infinity Display. A conti fatti, si tratta di un pannello OLED che può essere piegato per consentire un utilizzo in modalità mini tablet o, da chiuso, una classica da smartphone, tramite l’ausilio di un terzo pannello, esterno. C’è da dire che il prototipo mostrato da Samsung alla Developer Conference è tutto tranne che sexy e invitante. Sembra più un Motorola DynaTAC del 1984 ma è evidente che quello portato sul palco dall’entourage è un dispositivo mostrato solo per far capire cosa può fare la tecnologia, ben lontano da un prodotto finale, il fantomatico “X”.

In attesa di conoscere, nelle prossime settimane, qualcosa in più sul Flex Display, Samsung ha fornito un paio di elementi niente male utili a capire cosa potrà fare il 2-in-1 del futuro. Prima di tutto l’interfaccia: addio alla Samsung Experience già TouchWiz, benvenuta One UI. La schermata Home di nuova fattura è un ambiente che cambia naturalmente con l’oggetto in uso. L’idea è simile a quanto si vocifera da tempo circa l’avvento di una declinazione leggera di Windows 10 su smartphone o di macOS su iPhone. La prima però a realizzare un sistema operativo davvero unico e multipiattaforma è proprio Samsung, che dovrebbe farlo debuttare a bordo del cellulare flessibile, dopo una beta sugli S9 in Corea, Usa e Germania a fine novembre.

La novità è il multitasking che permette di usare, allo stesso momento e in contemporanea, fino a tre applicazioni. Del resto, un’apertura totale di almeno 7 pollici dovrà pur servire a qualcosa. Oltre a ciò, cambiano anche alcuni elementi del menu e dell’OS, con gesture più semplici e intuitive e tonalità che passano dal chiaro allo scuro a seconda dell’ora del giorno. Per ora è tutto nelle mani dei lab e, presto, degli sviluppatori. Dunque attendiamoci una concretizzazione non prima del 2019 inoltrato, probabilmente con Android 10 Q.