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Nuance Dragon Drive, l’auto ci parla

Dragon Drive è un automotive assistant che interagisce con chi guida, offrendo una serie di servizi legati alla gestione dell'auto.

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Il mondo dell’Automotive sta vivendo una profonda rivoluzione. L’auto, da sempre sinonimo di semplice mezzo di trasporto, si sta evolvendo rapidamente e già adesso è in grado di offrire servizi ai viaggiatori sino a poco tempo fa inimmaginabili. Oggi, nelle auto, stanno prendendo sempre più piede dei veri e propri assistenti con i quali i viaggiatori possono dialogare in forma sempre più naturale per ottenere informazioni e servizi. Un’integrazione, quella degli assistenti, che sarà sempre più stretta in futuro e che sarà fondamentale con l’arrivo di alcune nuove tecnologie Automotive coma la guida autonoma. Protagonista di questa rivoluzione, Nuance Communications, azienda che sviluppa tecnologie vocali e che ha realizzato Dragon Drive, un vero e proprio assistente in grado di parlare più di 40 lingue e che trova posto in milioni di auto in tutto il mondo. Webnews ha voluto approfondire lo sviluppo degli assistenti in ambito Automotive e l’evoluzione della piattaforma Dragon Drive con Silvio Nasi, Sales Director Automotive EMEA di Nuance.

Silvio Nasi evidenzia come Nuance è un player attivo nelle tecnologie vocali e non solo da molti anni ed è sicuramente il leader a livello mondiale. La società ha iniziato a lavorare nell’automotive fin dai primissimi anni 2000. All’epoca, però, le implementazioni erano poco cosa rispetto ad oggi e si limitavano alla tecnologia del “voice activated dialing“, cioè, più semplicemente, della possibilità di dettare un numero di telefono. Peculiarità che all’epoca era disponibile su modelli di auto Premium come la Mercedes Classe S. Un prodotto di nicchia come del resto all’epoca erano anche i telefonini in auto. Da allora, le tecnologie vocali si sono evolute in maniera molto rapida raggiungendo livelli impensabili.

Nuance è un player attivo nelle tecnologie vocali e non solo da molti anni ed è sicuramente il leader a livello mondiale. Ha iniziato a lavorare nell’automotive fin dai primissimi anni 2000. Le prime implementazioni erano, però, cose che viste oggi fanno sorridere come il voice activated dialing, cioè la possibilità di dettare un numero telefonico su di una macchina come la Mercedes Classe S top di gamma. Un prodotto destinato ad auto di nicchia anche se in quel periodo anche il telefono sull’auto era un prodotto di nicchia. A partire da questo progetto le tecnologie vocali nell’auto si sono evolute molto velocemente e in un modo alquanto stupefacente.

La rapida evoluzione ha portato a quello che è oggi Dragon Drive e cioè un set di tecnologie modulari che permettono di arrivare alla creazione di un personal assitant completo sull’automobile che Nuance chiama “automotive assistant“.

C’è una profonda differenza tra l’automotive assistant di Nuance e i personal assistant di player come Google o Apple. Il prodotto creato da Nuance, infatti, è specifico per le automobili. Dunque, trattasi di una piattaforma che conosce l’esigenza del guidatore e conosce l’automobile ed è interfacciata con tutti i dati che sono a disposizione del sistema di infotainment. Dunque, potenzialmente, l’automotive assistant è in grado di conoscere informazioni come la velocità dell’auto, l’eventuale apertura del finestrino e molto altro. Questo permette sia di sviluppare delle funzionalità specifiche per l’automobile come l’apertura del tettuccio apribile sia permette di lavorare in condizioni di estrema sicurezza. Nei momenti in cui, per esempio, la velocità è molto elevata, il sistema può comportarsi in maniera differente.

L’automotive assistant, dunque, è un assistente vocale focalizzato alla gestione dell’automobile. Per esempio, la possibilità di poter avere accesso vocalmente al manuale di gestione dell’auto in maniera naturale è un qualcosa che sta interessando molto i produttori. Questo è quello che Nuance ha progettato. Tuttavia, nonostante Nuance sia presente sulla maggior parte delle auto dotate di comandi vocali, il brand non è così conosciuto come quello dei personal assistant di Google ed Apple. Questa peculiarità deriva da una questione di strategia dei carmaker che vogliono poter disporre di un loro infotainment personalizzato, differenziandolo non solo da quello degli altri costruttori ma anche da quello di eventuali altri loro modelli.

Il caso recente della Mercedes Classe A è stato l’esempio più calzante della rivoluzione che stanno portando gli assistenti vocali in auto. Rivoluzione più dal punto di vista dell’immagine e del marketing che sul piano tecnologico. Sebbene il sistema infotainment della Classe A sia molto innovativo è solo un’ultima versione e una piattaforma ancora più evoluta sarà presto presentata. L’aspetto inedito della Classe A è la scelta della Mercedes di puntare non sulle prestazioni dell’auto, non sulla sicurezza, quanto sulla piattaforma di infotainment e sulla capacità di interazione uomo macchina.

In ambito Automotive stiamo assistendo a una vera rivoluzione copernicana: con il lancio della nuova Mercedes Classe A, anziché puntare sul motore o sulle prestazioni del mezzo, per la prima volta il marketing è stato incentrato sul sistema di infotainment.

La compatibilità con gli assistenti personali rimarrà sempre disponibile. Trattasi di un’esigenza dovuta al fatto di voler lasciare al guidatore la scelta di utilizzare o il personal assistant o l’automotive assistant. Si arriverà, però, ad un punto in cui ci sarà la necessità di voler utilizzare tutti gli assistenti in maniera trasparente. Nuance ha sviluppato una tecnologia che permettete di utilizzare l’automotive assistant come hub per i personal assistant di terze parti.

In futuro, chi guida l’auto potrà utilizzare tutti gli assistenti che desidera in maniera del tutto trasparente attraverso la medesima piattaforma. Magari l’automotive assistant sarà utilizzato per gestire l’auto mentre Google Assistant o Alexa per gestire le playlist musicali.

L’integrazione completa degli automotive assistant nelle auto permetterà a Dragon Drive di offrire, in futuro, soluzioni molto più sofisticate. Per esempio, quelle legate al riconoscimento dello sguardo che è una delle tecnologie su cui Nuance sta investendo molto. Grazie all’obbligatorietà per i costruttori di auto di dover installare delle videocamera a bordo per poter ottenere le 5 stelle NCAP, Nuance conta di sfruttare queste periferiche per costruire un sistema di riconoscimento dello sguardo da utilizzare in parallelo a quello della voce.

Quello che potranno fare le auto sarà stupefacente. Il guidatore, semplicemente guardando un monumento o un edificio, potrà porre una domanda ed ottenere dall’assistente un qualche genere di risposta. Per esempio, potrà ottenere informazioni turistiche o sapere se l’hotel indicato dispone di stanze libere oppure no. Una tecnologia che in futuro potrà essere utilizzata anche in ambito professionale. Un tecnico di un operatore telefonico, per esempio, potrà guardare un edificio e chiedere la posizione del guasto. L’emotion detection è un’altra tecnologia su cui Nuance sta lavorando e permette di modificare il modo di porsi in base allo stato d’animo della persona.

In futuro gli assistenti si svilupperanno ulteriormente e miglioreranno la naturalezza con cui dialogano con le persone. Inoltre, avranno un ruolo molto importante nello sviluppo della guida autonoma. Con la crescita dei vari livelli di guida autonoma, anche l’utilizzo dell’automotive assistant si modificherà. Quando le auto davvero si guideranno da sole, un automotive assistant non cesserà la sua utilità. Durante il viaggio, infatti, le persone, per esempio, potranno chiedere informazioni su quello che vedono. L’interazione con il mondo esterno attraverso il riconoscimento vocale e dello sguardo sarà sempre più utilizzato in futuro nelle auto a guida autonoma.

Dovendo offrire maggiori informazioni, sarà fondamentale anche sviluppare un migliore sistema di text to speech che permetterà agli assistenti di comunicare in maniera più precisa e naturale con le persone.

L’automotive assistant rivestirà un ruolo importante anche nel car sharing. Le persone, salendo sull’auto potranno disporre subito di tutte le informazioni di funzionamento e contestualmente l’auto sia adatterà automaticamente al profilo del guidatore conoscendone le necessità grazie ad un profilo preimpostato e salvato sul cloud.

Anche il 5G rivestirà un ruolo importante nell’evoluzione degli assistenti. Sebbene non necessitino di una grande quantità di banda, la bassa latenza permetterà di gestire tutta una serie di servizi di valore aggiunto legati, magari, all’intrattenimento ed alla guida autonoma.

Immagine: Nuance