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Google cauta sul riconoscimento facciale

A causa di potenziali problemi di natura etica, Google mette momentaneamente in pausa la vendita delle sue tecnologie di riconoscimento facciale .

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Il riconoscimento facciale è una tecnologia tanto avveniristica e utile quanto controversa, potenzialmente in grado di salvare vite e al tempo stesso di violare i diritti umani. Un dilemma etico che ha in effetti spinto Google a mettere momentaneamente in pausa la vendita delle sue soluzioni in questo ambito.

Ad annunciarlo ieri, giovedì 13 dicembre, il vice presidente di Global Affairs, Kent Walker con un post sul blog ufficiale del colosso di Mountain View:

Continuiamo a collaborare con molte organizzazioni per identificare e affrontare queste sfide e, a differenza di altre società, Google Cloud ha scelto di non offrire API di riconoscimento facciale generiche prima di lavorare su importanti questioni tecnologiche e strategiche

La dichiarazione di Walker potrebbe essere vista dai più maliziosi come una sorta di “frecciatina” ad Amazon, che ha offerto un sistema di riconoscimento facciale ai suoi clienti, tra cui le forze dell’ordine statunitensi. Il sistema di Amazon chiamato “Rekognition” è in grado di riconoscere i volti delle persone da immagini e video, rendendolo utile per la polizia nel cercare in maniera rapida sospettati in indagini penali.

Tuttavia i movimenti per la libertà civile temono che una tecnologia del genere possa essere sfruttata per alimentare la sorveglianza di massa attraverso telecamere di sicurezza per tracciare i cittadini ogni giorno. Decisamente un bello schiaffo alla privacy, già significativamente minata.

Un’evenienza che bigG vuole evidentemente scongiurare e, per ora, si mette sulla “difensiva”. Nel suo post Walker sottolinea l’importanza della tecnologia di riconoscimento facciale per altri scopi al di fuori della sicurezza o sorveglianza, ad esempio, in campo medico:

Il nostro modello di IA ora rileva la retinopatia diabetica don un livello di accuratezza pari a quello degli specialisti della retina umana. Ciò significa che i medici e il personale possono utilizzare questa tecnologia di assistenza per esaminare più pazienti in meno tempo, risparmiando le persone dalla cecità attraverso una diagnosi più tempestiva.

Non una chiusura definitiva ovviamente da parte della compagnia di Mountain View, ma una scelta coerente alla nuova policy aziendale adottata da giugno e che vieta lo sviluppo di tecnologie IA che possano trasformarsi in armi o strumenti di sorveglianza.

Tuttavia, come molte tecnologie con molteplici usi, il riconoscimento facciale merita un’attenta considerazione per garantire che il suo uso sia allineato con i nostri principi e valori, ed eviti l’abuso e risultati dannosi – scrive Kent Walker.

Una decisione che l’American Civil Liberties Union ha elogiato nella persona del direttore Nicole Ozer, che ha dichiarato:

Google oggi ha dimostrato che, a differenza di altre società che raddoppiano gli sforzi per mettere pericolose tecnologie di riconoscimento facciale per sorveglianza nelle mani delle forze dell’ordine e dell’ICE, ha una bussola morale ed è disposta ad agire per proteggere i suoi clienti e le comunità

Anche Microsoft pochi giorni fa è intervenuta sul tema sollecitando i governi affinché istituiscano regole rispettose della privacy nell’utilizzo del riconoscimento facciale.