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Apple blocca un’app di Facebook: viola la privacy

Facebook viola gli accordi con Apple usando un'app di iOS per raccogliere dati personali: il gruppo di Cupertino risponde bloccando il software.

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Tra Apple e Facebook è arrivato il momento dello scontro, su un campo di battaglia molto caro all’azienda di Cupertino: quello della privacy. Il gruppo di Apple Park ha infatti deciso di rimuovere arbitrariamente i certificati iOS per un’applicazione interna del social media, quest’ultima a quanto pare impiegata da Facebook per raccogliere informazioni sugli utenti.

La natura dell’applicazione è ormai ben nota, così come confermato in un aggiornamento degli ultimi giorni: da un’inchiesta, è emerso come Facebook abbia distribuito ad alcuni utenti il software Facebook Research, pensato per monitorare i dati di navigazione dei partecipanti previa una piccola compensazione di 20 dollari. Per poter installare l’applicazione sui device iOS degli utenti contattati dal social media, non essendo il software disponibile su App Store, il team di Facebook avrebbe utilizzato l’Enterprise Developer Program di Apple: quest’ultimo permette appunto alle società di testare e distribuire software al di fuori dei confini di App Store, di solito a uso esclusivo dei dipendenti.

Sfruttando questo programma per distribuire applicazioni a soggetti terzi esterni all’azienda, e per scopi oltre alle limitazioni sulla privacy previste da Apple, il social network avrebbe violato le linee guida del gruppo di Cupertino. È la stessa mela morsicata a confermarlo, in una nota pubblicata da CNN:

Facebook ha usato la propria membership all’Enterprise Developer Program per distribuire ai clienti una app di raccolta di dati, una chiara violazione degli accordi presi con Apple. Qualsiasi sviluppatore che sfrutta i propri certificati Enterprise per distribuire applicazioni ai consumatori vedrà revocati gli stessi certificati: è quello che abbiamo fatto in questo caso, per proteggere i nostri utenti e i loro dati.

Sempre CNN riporta come Facebook abbia rigettato al mittente le accuse di Apple, sottolineando come l’uso dell’applicazione rimane su base volontaria:

È molto chiaro alle persone che vi partecipano, è su base volontaria, vi è un rigoroso flusso per manifestare il proprio consenso e le persone sono ricompensate. È un programma di ricerca di mercato. Detto questo, sappiamo che dobbiamo assicurarci che i dati delle persone siano protetti.

Indipendentemente dalla volontarietà dei partecipanti alla ricerca di Facebook, rimane comunque il fatto che l’applicazione sia stata distribuita a terzi tramite l’Enterprise Developer Program, che non ammette una simile possibilità.

Fonte: CNN • Immagine: NiroDesign via iStock