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NASA, telescopio per scoprire 1400 nuovi pianeti

Il nuovo telescopio della NASA WFIRST potrebbe scoprire migliaia di nuovi pianeti e ci sono anche tecnologie dall'Italia.

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Il nuovo telescopio spaziale della NASA, chiamato WFIRST (Wide Field InfraRed Survey Telescope) potrebbe donare all’umanità l’immagine più chiara e profonda dell’universo. Più del telescopio Hubble: potrebbe scoprire almeno 1400 nuovi pianeti, secondo una nuova ricerca. Uno studio degli astronomi della Ohio State University, pubblicato sulla rivista Astrophysical Journal, rivela che la missione WFIRST potrebbe anche gettare nuova luce per capire come si espande l’universo.

In realtà l’amministrazione Trump voleva cancellare la missione, ma il Congresso l’ha confermata aumentando anche il budget dell’8%. WFIRST è un telescopio spaziale attualmente in sviluppo presso la NASA. È stato progettato per la ricerca di tre aree chiave: esopianeti, materia oscura o energia oscura e formazione di stelle e pianeti.

A differenza dei telescopi spaziali attualmente proposti per il lancio durante la metà degli anni 2030 (cioè LUVOIR, HabEx, Origins e Lynx), WFIRST è un progetto relativamente modesto. Avrà la stessa dimensione di Hubble, ma aggiungerà una serie di miglioramenti che aiuteranno a individuare gli esopianeti e sondare l’Universo come Hubble non ha mai potuto fare.

Il telescopio di nuova generazione sarà infatti dotato di un obiettivo grandangolare 100 volte più ampio di Hubble, per mappare la Via Lattea e altre galassie. “Vogliamo sapere che tipo di sistemi planetari ci sono. Per farlo non bisogna solo guardare dove sono presenti le cose ovvie. Devi guardare tutto“, ha detto Matthew Penny, autore principale dello studio.

Il Goddard Space Flight Center (GSFC) della NASA ha assegnato recentemente due contratti a Thales Alenia, joint venture fra la francese Thales (al 67%) e Leonardo (al 33%). In particolare dovranno consegnare dei Transponder e degli Amplificatori di tubi ad onda progressiva per le missioni PACE e WFIRST. Ne sentiremo parlare ancora per molto tempo, dato che la missione partirà nel 2025.